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"Spiraglio di accordo tra Conte e Grillo"

di Stefano Iannaccone*

La mediazione di Luigi Di Maio riapre la trattativa nel Movimento 5 Stelle: tra i due litiganti c'è stata una telefonata.

"Ma ora si rischia il triumvirato"

L’intesa c’è o forse no.

Di sicuro “uno spiraglio si è aperto”, è la posizione che circola con convinzione nel Movimento 5 Stelle dopo una domenica di lunghi e significativi silenzi.

Già l’assenza di polemiche ha veicolato un messaggio preciso: lo strappo è quantomeno rinviato. Così il confine tra la certificazione della rottura o la conclusione con un accordo, comunque rabberciato, resta esile.

Nel grande caos pentastellato, comunque, qualcosa è cambiato: c'è stato il contatto diretto, con una telefonata, tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo, secondo quanto riferito dall’agenzia Adnkronos.

Un modo per cercare il disgelo tra i due litiganti, che fino a qualche settimana fa erano inscindibili alleati. Una sceneggiata dall’esito imprevedibile, anche se nelle fila grilline c’è chi inizia a scommettere sull’accordo.

“È chiaro che non sarebbe bastata una conversazione per cancellare tutto.

Ma se prima la situazione era davvero difficile da interpretare, adesso emerge chiaramente l’intenzione di trovare un compromesso”, spiega a IlGiornale.it una fonte parlamentare.

Il canale della trattativa è stato riaperto, dunque.

“L’accordo non è impossibile come sembrava”, riferisce una fonte di alto rango.

Tutto risolto?

“Questo è da vedere”, spiega un parlamentare ben informato sul dossier.

Il pericolo, infatti, è che durante la mediazione sia Conte che Grillo possano chiedere troppo.

E far saltare il banco.

“Beppe è imprevedibile”, avverte qualche 5 Stelle di lungo corso, che ben conosce l’ex comico.

Il ruolo di Di Maio

Il fondatore e garante del Movimento pare disponibile a rinunciare alla diarchia, dando maggiori poteri all’ex presidente del Consiglio.

Non “pieni poteri”, ma un meccanismo di pesi e contrappesi interni.

Che, comunque, lasciano presagire a un Vietnam per l’avvocato di Volturara Appula nella gestione di un soggetto politico dilaniato da faide interne.

E il nome più citato delle ultime è quello di Luigi Di Maio.

Il ministro degli Esteri ha indossato i panni del grande mediatore, accrescendo il peso interno.

L’ex capo politico era, da mesi, concentrato sul lavoro alla Farnesina, forgiando un profilo istituzionale.

Si è tenuto abbastanza lontano dalle beghe interne, consapevole che erano foriere di problemi.

“Non era scomparso, ma era impegnato al governo”, riferisce un deputato.

Appena si è reso necessario il suo intervento, non si è tirato indietro: secondo i rumors, Di Maio ha fatto moral suasion sui due protagonisti del litigio.

E c’è chi ragiona ad alta voce: “Conte non vuole la diarchia con Grillo.

Adesso rischia di trovarsi un triumvirato, in cui c’è Di Maio”.

Perché, nei fatti, se ci sarà accordo il merito sarà ascritto principalmente all’ex capo politico.

Con buona pace di altri big del Movimento, il presidente della Camera, Roberto Fico, e il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, che hanno cercato di stemperare le tensioni a ogni livello.

Riportando a Conte e Grillo le preoccupazioni dell’intero centrosinistra, che vede i 5 Stelle come un alleato irrinunciabile.

*www,ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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