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"Questo è un errore..."

di Federico Garau*

Boldrini contro il rifinanziamento alla Guardia costiera libica: l'opposizione al provvedimento, con soli 40 deputati, è un flop.

Il via libera da parte del consesso di Montecitorio al rifinanziamento della Guardia costiera libica?

Un autentico scandalo per Laura Boldrini, che definisce la decisione dei suoi colleghi (in stragrande maggioranza rispetto ai soli 40 voti contrari alla proposta) un chiaro "errore politico.

C'è bisogno di una nuova missione europea di salvataggio e soccorso nel Mediterraneo, a meno che l'Europa non consideri i naufragi lo strumento di controllo dei flussi migratori", attacca l'ex di LeU.

Intervistato da Repubblica, l'ex presidente della Camera ha analizzato la scarsa consistenza del fronte degli oppositori.

Troppo pochi i 40 dalla sua parte, Boldrini deve ammettere la débâcle: "È triste quando si va avanti per automatismi senza prendere atto dei cambiamenti.

E quando la politica non intercetta i cambiamenti fallisce nel suo intento".

Il Pd aveva deciso di riunirsi per trovare un accordo interno con lo scopo di smettere di finanziare la Guardia costiera libica, ma con l'operato di oggi ha sconfessato quell'impegno, per questo la Boldrini è doppiamente delusa: "Ce lo chiedono le Nazioni Unite di non sostenere la Guardia costiera libica che riporta i migranti nei centri di detenzione dove sono sottoposti a trattamenti inumani e degradanti.

Ce lo chiedono il Consiglio d'Europa e le organizzazioni umanitarie".

Il giornalista di Repubblica torna ancora una volta sullo scarso numero dei parlamentari che si sono opposti al rifinanziamento: "Siamo una pattuglia di parlamentari responsabili alla luce di quanto accade in Libia", dice con orgoglio l'ex presidente della Camera.

"Non penso che l'Italia debba disimpegnarsi.

Ma dobbiamo essere in Libia per partecipare alla ricostruzione democratica, economica e sociale di quel Paese.

Ai libici non interessa evidentemente controllare i flussi migratori verso l'Italia.

E per l'Italia questo controllo si è dimostrato fallimentare".

Ma se non si finanziassero i guardacoste libici non si correrebbe il rischio di spalancare le porte ad ogni genere di flusso migratorio?

Nessun rischio del genere, per Boldrini, che rilancia:

"È sbagliato l'obiettivo, ovvero rimandare migranti innocenti che cercano un posto sicuro in luoghi in cui sono sottoposti a angherie, violenze, stupri e ricatti".

L'ex LeU, dopo aver rivelato di essersi sempre opposta ai finanziamenti destinati alla guardia Costiera libica, non può esimersi, stimolata dal giornalista, a lanciare strali contro il suo attuale partito, che ha commesso un vero e proprio errore politico: "Penso che i diritti umani non siano negoziabili.

In nome della ragion di Stato si fanno enormi errori e si svilisce il senso della politica privandola di ideali e principi.

Se vogliamo aiutare la Libia partecipiamo alla ricomposizione del sistema giudiziario di quel Paese, alla formazione della Pubblica amministrazione, allo sminamento, alla costruzione di scuole e ospedali".

Il problema dell'immigrazione indiscriminata non sembra agitare particolarmente l'ex presidente della Camera, che propone la sua personalissima soluzione per limitare tali afflussi: "Avere canali legali di immigrazione è il vero antidoto ai flussi irregolari.

E occorre dare alle istituzioni europee la delega all'immigrazione che oggi è esclusiva competenza degli Stati. Inoltre bisogna che nella Ue passi la regola che chi si assume la responsabilità e l'onere della suddivisione dei migranti, avrà i fondi europei, altrimenti no".

Quale è, invece, il giudizio complessivo sull'operato di Letta circa il problema immigrazione?

"Sono stata molto orgogliosa dell'iniziativa con Mare Nostrum, all'indomani della tragedia di Lampedusa nel 2013. Letta non si voltò dall'altra parte e avviò quella missione.

Dopo sono subentrate missioni di Frontex e gli Stati rivieraschi hanno sempre più ridotto i mezzi per monitoraggio e salvataggio in mare.

Per riempire quel vuoto sono intervenute le Ong", aggiunge Boldrini, "ma purtroppo oggi la gran parte delle loro imbarcazioni sono in porto per fermi amministrativi.

Indispensabile una nuova missione europea.

A meno che l'Europa non intenda considerare i naufragi uno strumento di controllo dei flussi migratori".

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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