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Luciana Lamorgese

La variante africana travolge Luciana Lamorgese

di Alessandro Gonzato*

Si fa presto a bloccare i voli dal Botswana, da Lesotho, Namibia, Mozambico, dal Sudafrica e dal Regno di eSwatini, puntino in fondo al continente nero: d'altronde (Sudafrica a parte) quanti saranno?

Il ministro della Salute Roberto Speranza ieri ha firmato un'ordinanza che vieta l'ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni ha soggiornato o transitato nei Paesi elencati.

«I nostri scienziati sono al lavoro per studiare la nuova variante B.1.1529.

Intanto seguiamo la massima precauzione».

Sono stati Israele e Gran Bretagna, giovedì, i primi a fermare i collegamenti con l'Africa meridionale a causa della variante sudafricana, e anche la Commissione europea ha tirato il "freno d'emergenza" per stoppare gli arrivi, via aria.

Sì perché quelli clandestini via mare, dall'Africa in Italia, procedono copiosi, e questo perché il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e il collega Speranza di bloccare i porti nemmeno ci pensano.

E così altolà ai collegamenti con eSwatini con buona pace dei tanti passeggeri in partenza dall'aeroporto Re Mswati III, e allo stesso tempo un caloroso benvenuto alle 461 persone arrivate a bordo della nave della Ong Sea Watch 4 che al solito ha dichiarato lo Stato di necessità ed è stata subito autorizzata dal Viminale a riparare e poi sbarcare nel porto di Augusta (Siracusa).

ALTRA INVASIONE - I responsabili della Ong avevano definito i migranti «a rischio ipotermia», 4 di loro avrebbero perso conoscenza, e magari questa volta è vero e si stringe il cuore- spesso le presunte condizioni critiche dei passeggeri sono invenzioni di chi a cuore ha il business dei migranti - però gli sbarchi si susseguono quotidianamente senza che il Viminale e il ministero della Salute battano ciglio.

Matteo Salvini non ha perso l'occasione di farlo notare: «Ma come, ministro Lamorgese, c'è l'allarme varianti ma per questi 461 nessun problema?».

Anche Giorgia Meloni ha sollevato la questione, rivolgendosi a Speranza: «Quindi nel dubbio fermerete anche l'immigrazione illegale, dato che non potete sapere se chi si imbarca in Libia o in Tunisia è passato da quelle nazioni... Vero?».

Duro anche Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fdi alla Camera: «Quando finirà questa presa in giro?».

Per il capo missione di Sea Watch 4 «queste persone si sono viste negare i loro diritti per troppo tempo e hanno il diritto di sbarcare, non è una semplice richiesta.

Non indugiate oltre: è tempo di un porto sicuro».

Detto fatto.

Come disposto dal prefetto di Siracusa nel pomeriggio sono cominciate le procedure di sbarco degli stranieri: tamponi per verificare se hanno il virus e minori non accompagnati trasferiti in un centro d'accoglienza fuori dalla provincia di Siracusa, ché ne è sprovvista.

Tutti gli altri o quasi trasbordati sulla nave quarantena per osservare il periodo di isolamento come prevedono i protocolli sanitari.

Da tempo non è più un'eccezione, ma la prassi.

Ad oggi sono più di 62 mila gli immigrati sbarcati sulle nostre coste dall'inizio dell'anno contro i 32.542 del 2020 (comunque tantissimi considerando il periodo di pandemia) e i 10.707 del 2019, quand'era ministro dell'Interno Salvini.

E però secondo Marco Bertotto, direttore programmi di Medici senza frontiere Italia, «è una menzogna dire» che siamo «il Paese che gestisce il carico maggiore di rifugiati e migran%et ti.

Basta guardare i dati a livello euro- p e o», ha spiegato all'Adnkronos, «per rendersi conto che la maggior parte di chi sbarca da noi va in altri Paesi del Nord e del centro Europa».

Sarà: ma è in Italia che sbarcano tutti o quasi.

È l'Italia che pur alle prese con la malattia del secolo se ne prende cura e molti di questi in barba alle norme anticontagio ne approfittano per risalire la nazione e dirigersi nei Paesi del Nord e del centro Europa.

«La mancanza di strumenti che consentano l'ingresso legale in Italia», ha continuato il Bertotto, «fa sì che l'unica strada sia quella di pagare un trafficante e prendere un barcone, e l'unico modo per restare, poi, sia quello di presentare una domanda di protezione internazionale».

PERICOLO MALAWI - Mentre scriviamo il ministro della Salute Roberto Speranza ha interdetto l'arrivo anche a chi nelle ultime due settimane è passato per il Malawi. 

Chi è passato nelle ultime due settimane dal Malawi e dagli altri Stati elencati deve sottoporsi a tampone molecolare e isolamento fiduciario di dieci giorni, con obbligo alla fine di un nuovo tampone molecolare.

In serata il Consiglio Ue, riuniti gli ambasciatori dei 27 Paesi membri, ha ratificato lo stop coordinato agli arrivi dall'Africa australe.

Niente aerei. Avanti con le barche.

Intanto la Lamorgese lunedì incontrerà in videoconferenza i prefetti dei capoluoghi di regione per mettere a punto il piano di controlli previsto dal decreto legge che ha introdotto il super Green pass rafforzato.

Si mirerà ad aumentare le verifiche sul rispetto delle prescrizioni, mobilitando le forze dell'ordine attualmente disponibili per svolgere accertamenti a campione e sui luoghi della movida.

Successivamente si riuniranno sul territorio i Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza per disporre i servizi coinvolgendo anche le municipalizzate dei trasporti.

Dal primo gennaio al 24 novembre sono stati ispezionati circa 3,1 milioni di locali pubblici.

Il problema è l'esiguità degli uomini a disposizione per effettuare i controlli "rafforzati" su tutto il territorio nazionale.

Ancor più difficile sarà verificare il certificato verde sui mezzi pubblici, dove per forza di cose si procederà con ispezioni a campione su treni, metropolitane e autobus.

*www.liberoquotidiano.it

tutti pazzi per la Civita

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