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Danni prodotti dal vizio dell’antipolitica

di Paolo Pillitteri*

Non per tornare sull’affaire Beppe Grillo, ma purtroppo, per segnalare quanto di danno abbia prodotto il distillato del vizio dell’antipolitica, possiamo toccare con mano l’impressionante souplesse di molti politici, maggioranza e opposizione, rispetto alla imminente elezione del Presidente della Repubblica.

Intendiamoci: è già avvenuto per altre elezioni questa specie di stop and go (molto più stop che go) fra coloro chiamati istituzionalmente a simili decisioni ma, a sottolineare la (quasi) unicità della situazione odierna vale la pena ricordare che questa ha trovato in Silvio Berlusconi, ritenuto da molti in ritiro definitivo, il vivace attore di una sequenza che ha scompaginato una sorta di noiosa partita a carte.

Partita che qualcuno ha gratificato della definizione di “gioco”, con un compare d’alto livello come Vittorio Sgarbi, non valutando che è stato poi Matteo Salvini, con la rapidità di una contromossa squisitamente politica, a mettere la questione sui binari giusti.

Non v’è dubbio che qualche ombra sia stata percepita, al di là di facili e strumentali riserve, ma i fatti parlano chiaro se è vero come è vero che al tutto contro tutti di grilliana memoria è stato contrapposto uno schema antitetico, svuotando le minacce di una processo a rischio di implosione proprio a causa di quel fatale uno uguale uno che, se la memoria non ci inganna, aveva fatto capolino anche in dicembre a proposito della elezione del Quirinale, quando l’antipolitica toccò i suoi vertici più ridicoli e penosi con la proposta a suo modo suicida rinchiusa in un indimenticabile “un non politico al Quirinale!”.

Il resto è storia, come si dice. Una storia che si è strutturata formidabilmente negli anni, in nome e per conto dell’antipolitica, una sub categoria fatta propria dall’agilità di Grillo nel cavalcarla, immedesimandosi in un gioco al massacro a colpi di invettive e di insulti, i più sanguinosi e strumentali, contro partiti e politici facendo crescere a dismisura il virus dell’antipolitica.

Pare ora che questo virus – insieme, si spera, a quell’altro – debba essere prima o poi debellato e la vicenda di Grillo stia contribuendo alla bisogna.

C’è una lezione (stavo per dire speranza) da trarre, per chi non si rassegni a quel gioco al massacro: prima o poi arriva la vendetta della politica sull’antipolitica.

*www.opinione.it

tutti pazzi per la Civita

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