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L’Italia in mano ai tecnocrati

di Antonio Giuseppe Di Natale*

Il premier Mario Draghi giovedì scorso ha convocato un Consiglio dei ministri d’urgenza che pare sia durato appena dieci minuti e che aveva all’ordine del giorno “Comunicazioni del presidente”.

La sostanza della riunione urgente?

La richiesta, del tecnocrate, di porre la questione di fiducia sul cosiddetto “Decreto concorrenza”.

Pare che lo stesso premier abbia posto una sorta di ultimatum e ha subito avuto il consenso unanime del Consiglio dei ministri.

Che prova di coraggio dei nostri ministri!

Con la prossima fiducia, l’attuale governo aggiornerà il suo record.

Chissà se il “governo dei migliori” entrerà nel guinness dei primati per le questioni di fiducia poste in Parlamento.

Non contento del risultato, ha inviato un messaggio alla presidente del Senato per segnalare che il Decreto concorrenza dovrà essere approvato entro fine maggio!

La ragione della fretta: il rischio di perdere i finanziamenti del Pnrr che, per chi ancora non lo sapesse, sono in parte ulteriore debito dell’Italia sulle spalle delle future generazioni.

L’ultimatum posto da Mario Draghi riguarda aspetti così fondamentali che non possono essere, né suscettibili di differimento, né tantomeno di discussione in Parlamento quali: le concessioni balneari e la liberalizzazione del commercio ambulante.

In sostanza l’attuazione della direttiva Bolkestein, in danno di una moltitudine di micro e piccole imprese spesso a conduzione familiare.

Prendere o lasciare!

L’uomo che, secondo il mainstream, avrebbe dovuto sostituire in Europa Angela Merkel, ha intenzione di accelerare, senza ulteriore indugio, la distruzione di un comparto, come quello dei balneari, che è stato storicamente determinante per la crescita ed il successo dell’industria turistico-balneare in Italia e che produce ricchezza e occupazione.

La Spagna e il Portogallo, entrati nella comunità economica europea con il supporto dell’Italia, se ne sono letteralmente fregati della direttiva Bolkestein.

Le concessioni balneari in Spagna e Portogallo possono essere prorogate per 75 anni.

Si, avete letto bene, 75 anni! Il paradosso è che il nostro Paese subisce una direttiva, La Bolkestein, che lo stesso commissario europeo ha affermato che non riguardava le concessioni balneari (la concessione è in economia aziendale un bene immateriale), ma i servizi.

I partiti del centrodestra al governo non possono e non devono sottostare a scelte suicide e irrazionali in danno delle imprese italiane.

Gli elettori non capirebbero.

Morto un governo se ne fa un altro.

Speriamo di legislatura.

Tutti necessari e nessuno indispensabile!

*www.opinione.it

tutti pazzi per la Civita