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È cominciato il ritornello dei governisti contro le possibili elezioni politiche anticipate

di Antonio Giuseppe Di Natale*

 “Non è possibile andare alle elezioni con in corso la guerra in Ucraina”;

“chi ritira il sostegno al Governo con una grave crisi in corso se ne assumerà la responsabilità di fronte agli elettori”;

“il ritiro dall’Esecutivo del Paese ridurrebbe di un terzo i voti della Lega e di Forza Italia”;

“le elezioni anticipate mettono a rischio i fondi del Pnrr”.

Mettiamo le cose in chiaro: i fondi del Pnrr sono alimentati con il contributo degli Stati che fanno parte dell’Unione europea in ragione del loro Prodotto interno lordo.

L’Italia è il terzo Paese contributore netto dopo Germania e Francia.

In sostanza, l’Italia ha versato negli anni al bilancio europeo più di quanto abbia ricevuto.

È la prima volta che l’Italia percepirà un saldo positivo relativo alla quota di Pnrr a fondo perduto.

Il resto sono finanziamenti che dovranno essere restituiti con gli interessi. Molti Paesi europei non hanno attinto ai prestiti ma si sono limitati a richiedere la quota di fondi non ripetibili.

Sono solo pretesti di basso profilo, che hanno l’obiettivo di mantenere in vita l’indennità dei parlamentari e un Governo che, ormai, dopo la rielezione di Sergio Mattarella ha l’elettroencefalogramma piatto.

Occorre, al più presto, rigenerare la politica.

Solo le elezioni politiche anticipate e il rinnovo dei membri del Parlamento possono dare impulso al ritorno del primato della politica e a una nuova idea di società.

*www.opinione.it

tutti pazzi per la Civita

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