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L'IMPEGNO DEI CATTOLICI IN POLITICA
di Vincenzo Pisano Benedetto XVI, quando entrò in conclave come primate dei cardinali, in occasione dell'omelia della "Missa pro eligendo Papam" tenne un discorso molto apocalittico sulla Chiesa e sulla sua travagliata esistenza nel mondo contemporaneo. Essa veniva descritta come una barchetta in mezzo alla burrasca di un mondo sempre più ostile, lontano dal credo e dai valori del Cristianesimo, tanto da essere in continuo pericolo di affondare. Sembrava un grido di disperazione, invece si é dimostrato solo una presa di coscienza per andare oltre, cosa che negli ultimi 4 anni Benedetto XVI ha dimostrato con il suo pontificato.  Tale "andare oltre" si é visto già al suo discorso di inaugurazione del suo pontificato, quando Benedetto XVI ha ripreso le parole del suo illustre predecessore Giovanni Paolo II, parole di speranza che rassicuravano la barchetta in procinto di affondare, l'invito rivolto a tutti noi: "Spalancate le porte a Cristo!"

Noi cattolici oltre ad essere fedeli alla Chiesa di Roma e, dunque, fedeli al papa, siamo anche cittadini dello Stato Italiano. Come cittadini dello Stato noi abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce con la "buona politica" nelle sedi istituzionali per il bene di tutti gli italiani, compresi coloro che non sono della nostra stessa religione, compresi coloro che non credono e che vorrebbero vedere la Chiesa distrutta e ridotta al silenzio.

Noi dobbiamo essere cristiani e democratici allo stesso tempo, perché questa Repubblica é e vogliamo che sia sempre democratica. Non ci saranno logge massoniche, associazioni a delinquere varie, lobby e gruppi di potere a trasformarla in qualcosa d'altro. Dobbiamo essere fieri di chiamarci "democristiani", perché la Democrazia Cristiana, nel bene e nel male, ha reso questo paese più ricco, più importante, più bello e sono stati ben altri a provocare le sue disgrazie.

Mi riferisco in particolar modo ai craxiani che negli anni 80 presero il controllo del Partito Socialista Italiano, nostro maggiore alleato di governo all'epoca. Sulla base dei comportamenti dei politici craxiani ci fu un inquinamento progressivo anche del nostro partito cattolico di massa, che in precedenza aveva avuto "mele marcie", ma in modo fisiologico come qualsiasi partito di simili dimensioni.

In un panorama politico così deprimente, possiamo sentirci al giorno d'oggi come una piccola barchetta in mezzo alla burrasca della politica italiana ed in questo sentirci accomunati con la Chiesa di cui facciamo parte. La recente sentenza della Corte Europea per i diritti dell'uomo che impone allo Stato Italiano l'obbligo di rimuovere il crocifisso da dentro le scuole sia per noi motivo per riscoprire la ricchezza dei nostri ideali e valoriper difenderli più efficacemente da coloro che stanno trasformando il nostro mondo secondo una visione ideologica aliena alle tradizioni storiche, culturali e religiose del popolo italiano.

E' vero, c'é stato un tempo in cui la Democrazia Cristiana oltre ad essere un partito cattolico era anche quello di maggioranza relativa in Italia, ma tale tempo é andato perduto per colpa degli errori degli uomini. E' avvenuta così la diaspora, mentre i maggiori responsabili del degrado della politica italiana, i craxiani, trovavano il loro cementante nel nascente astro berlusconiano, così che i democristiani sono rimasti in altre vesti nel panorama politico italiano, ma superati dai socialisti di matrice craxiana.

Molti difendono Bettino Craxi e la sua memoria. Io invece non lo apprezzo di sicuro proprio per quanto male egli ed i suoi seguaci hanno portato alla politica italiana. Le disgrazie della Democrazia Cristiana sono legate al sistema di corruzione scoperto dai magistrati milanesi in quei primi anni '90, un sistema di corruzione che nei decenni precedenti non aveva raggiunto livelli di capillarità e di generalità come nel periodo in cui i craxiani hanno iniziato a dilagare portando "la loro moda", il loro modo di fare affari nelle formazioni politiche loro alleate di governo, ma non solo, dato che anche l'opposizione di allora ne condivise il know how.

Ricordiamo ancora quel famoso discorso che Bettino Craxi fece alla Camera autoaccusandosi di aver rubato come facevano gli altri, ma é storicamente risaputo che prima della sua comparsa nel panorama politico italiano come leader dei socialisti, in tempi anteriori, quando era ancora collaboratore di Pietro Nenni, quel sistema di corruzione scoperto da Mani Pulite non era così esteso e capillare.

I craxiani hanno trasformato la politica italiana in quello che é come Lucky Luciano trasformò Cosa Nostra Italiana, portando le sue "idee innovative" dall'America. Craxi aveva ragione, ma solo in parte. Il sistema di corruzione olistico e manageriale fu inventato da lui e dai suoi uomini. Gli esponenti politici di altri partiti altro non fecero che imitarlo ed in questo sbagliarono, perché grossi macigni furono così scagliati sulla credibilità dei partiti politici italiani e sulle nostre istituzioni, che uscirono malconce dallo scandalo.

Come cattolici democratici dobbiamo imparare a fare autocritica, ma poi dobbiamo andare oltre, sempre, perché abbiamo una missione da compiere nel panorama politico attuale: dare una voce al Paese Reale, alla base popolare, che la stessa Sinistra ha tradito, e prima che la Lega Nord compia il suo folle progetto di secessione.

La Sinistra ha creato il vuoto intorno a sè, prendendo le difese di categorie elittarie e dimenticandosi delle classi lavoratrici. La Destra ha mostrato tutto il suo populismo peroniano in salsa piduista e la sua sudditanza al partito craxiano, che si é cementato prima in Forza Italia e che adesso fa da padrone nel Popolo delle Libertà.

Abbiamo, però, compreso che il vero pericolo per l'Italia si chiama Lega Nord, essendo l'astro berlusconiano destinato a farci rimanere "orfani politici".

Di qui la necessità impellente anche di una Nostra Proposta per fornire un'alternativa ad un Paese che non vuole diventare la nuova Serenissima, un luogo marcio e decadente e senza futuro; fornire un'alternativa ad un Paese che non vuole essere diviso come la ex-Jugoslavia un giorno che purtroppo potrebbe non essere lontano.

Dobbiamo avere coraggio. E' la nostra Fede che ce lo impone. Diamo a questo Paese il futuro che si merita!

Vincenzo Pisano
 

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