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Fermate il carrozzone dell'euro, vogliamo scendere

di Giacomo Susca*

Nel nuovo libro di Mario Giordano smontate le tesi dei soloni dell'austerity: la moneta unica ci ha resi tutti più poveri.

E intanto i Palazzi di Bruxelles continuano a divorare i nostri soldi.

Mario Giordano ci racconta le ragioni dell'exit strategy nel saggio Non vale una lira - Euro, sprechi, follie: così l'Europa ci affama (Mondadori, 176 pagine, 17 euro) nelle librerie da oggi.

Perché il sogno di De Gasperi e degli altri padri costituenti si è trasformato in un incubo.

Nel triangolo delle Bermude Bruxelles-Strasburgo-Berlino è affondata la nostra economia e prima ancora la nostra sovranità.

Non ci provino stavolta i soloni dell'austerity e gli euroburocrati in limousine a convincerci che, al contrario, per superare le difficoltà «ci vuole più Europa».

L'impatto della moneta unica sulle nostre vite, argomenta Giordano, oggi alla guida del Tg4 e già direttore del Giornale, «è stato devastante come una guerra mondiale»: ci ha resi tutti più poveri, non ci ha protetti dalla crisi e ci ha ridotto schiavi di Frau Merkel.

Gli italiani sanno bene qual è la soluzione: il 74% (rapporto Ipsos per Acri, ottobre 2013) farebbe subito un passo indietro per tornare alla lira. Ma chi prova ad assecondare il pensiero comune finisce bollato come populista, sfascista, demagogo, qualunquista...

Lassù, nei palazzi di vetro di questa «democrazia robotizzata», non interessa la volontà della gente, siamo numeri, basta restare docili all'interno di un recinto disegnato dai paletti con cui ci pestano a sangue: il 3 per cento del rapporto deficit-Pil, il 60 per cento del rapporto debito-Pil, poi l'ultima genialata del fiscal compact pronto a stringersi alla gola come un nodo scorsoio.

E il bello, si fa per dire, è che tra un po' verranno a chiederci il voto.

Altri 751 soldati a 19mila euro lordi al mese da inviare al fronte di battaglie spesso soltanto «di principio», una trincea dorata e costellata di privilegi.

«Bruxelles è diventata, nel corso degli anni, un concentrato di nefandezze e assurdità, il simbolo dell'inefficienza e delle richieste folli, della lontananza dai cittadini e delle leggi da manicomio. Dall'euro alla neuro, il passo è stato breve», osserva Giordano.

E nella terza parte del suo libro ci fa sorridere (amaro), mentre smaschera i soldi buttati, i privilegi del Palazzo, le norme assurde partorite nelle stanze del caravanserraglio europeo come potete leggere negli estratti qui sotto.

Alla fine della fiera, ci abbiamo rimesso 55 miliardi di euro in dieci anni, dal 2003 al 2013.

Centosettantaquattro euro al secondo.

Pazzesco. Qualche esempio del bestiario pagato con i nostri soldi?

Dai 4 milioni di euro per studiare una dinastia islamica alle lezioni di danza in Burkina Faso, dai 3 milioni per incoraggiare l'uso degli insetti in cucina ai 100mila euro per foraggiare il famoso tango finlandese.

L'Europa che impiega i suoi migliori cervelli e 90mila euro di risorse per illustrarci come funziona un wc, che riempie paginate di dossier per definire al millimetro la corretta curvatura dei cetrioli e la giusta lunghezza delle banane.

E pazienza se intanto dimenticano migliaia di chilometri di coste italiane assediate dagli sbarchi.

E no, caro euro e cara Europa, adesso basta: così non vale (una lira).

*www.ilgiornale.it

Vedi anche: Meglio la lira dell'euro

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