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Il vero Prosecco è solo Italiano 

di Matteo Clerici*  

Soddisfazione dei sostenitori dell'iniziativa: Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e Ministero per le Politiche agricole e gli organismi comunitari

Gli Stati Uniti in difesa del Prosecco. 

E' recentemente entrata in vigore la "Notifica di modifica degli allegati dell'accordo tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d'America sul commercio del vino".

Il documento, che unisce UE ad USA, accorda al Prosecco un sistema difensivo.

Nel rispetto della norma, le autorità degli States devono adottare misure per difendere il vino originale dalle imitazioni, specie se con lo stesso nome: quando scoperte, queste ultime devono essere immediatamente espulse dal mercato, i produttori sanzionati.

Lo scudo legale sarà valido per tutte le denominazioni, dal Prosecco Doc alle Docg di Asolo e Conegliano-Valdobbiadene, che anche oltreoceano saranno le uniche etichette di Prosecco legale.

Infine, va notato come tale protezione USA è superiore a quanto alimenti DOP ed IGP hanno attualmente nei confini tutelati dai politici di Bruxelles.

Comprensibile perciò la soddisfazione dei sostenitori e promotori dell'iniziativa: Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e Ministero per le Politiche agricole e gli organismi comunitari.Ad esprimere la vittoria percepita, Fulvio Brunetta, presidente Consorzio del Prosecco Doc.

Per il presidente Consorzio, quello ottenuto è "Un risultato per nulla scontato: basti pensare che lo Champagne, pur inserito nella lista dei nomi protetti nell'ambito dell'accordo UE-Usa, non gode, ingiustamente a nostro avviso, delle stesse tutele del Prosecco.

Il mercato americano infine rappresenta uno degli sbocchi più importanti sullo scenario internazionale che non mancherà di assicurare soddisfazioni alle nostre case spumantistiche.

Un buon viatico per il premio che nel mese di gennaio andremo a ritirare a New York come regione vinicola dell'anno".

Paradossalmente, i problemi del Prosecco nascono dal suo successo.

Dal 2010, nonostante crisi e recessione, l'alcolico è in fase positiva, specie in America.

Nel 2010, i dati del Consorzio parlano di una crescita delle importazioni del 82%. Identico andamento per il 2011: fatta certa la mancanza di dati certi, le rilevazioni ISTAT (gennaio-giugno) descrivono le vendite di spumanti made in Italy aumentate del 24%.

Proprio questo successo ha attirato diversi imitatori.

In prima fila, i taroccatori autori del prosecco "Made in Brasil", come quello individuato da Gianni Zonin.  

*www.newsfood.com

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