Cinquanta parole da salvare

Referendum tra gli insegnanti:
“Se scompaiono, l’Italiano sarà
più povero per sempre”

Francesco Petrarca riferisce in una lettera che il 25 gennaio del 1348, mentre era a Verona ospite di amici, gli scaffali della biblioteca gli si rovesciarono addosso: era la conseguenza del sisma che quel giorno colpì l’area compresa tra la Carinzia e l’alto Veneto, e causò migliaia di vittime.

William Shakespeare

Da secoli si discute sulla vera identità di William Shakespeare e su chi veramente abbia scritto le opere che gli si attribuiscono.

Certo, è sorprendente il fatto che nel ‘500 (epoca in cui lo studio era riservato ai ricchi), il figlio di un modesto guantaio e discendente da famiglia contadina, con la sola istruzione ricevuta nella scuola di un piccolo villaggio, potesse avere tutte quelle cognizioni di geografia, letteratura e storia antica che egli ha profuso nelle sue opere.

E ancor più stupisce la ricchezza del suo vocabolario: nei drammi e nelle commedie di Shakespeare sono stati contati più di ventunomila vocaboli diversi, tutti usati con assoluta proprietà e precisione.

Di spirito altero e indipendente non vuole mai conoscere il poeta Pietro Metastasio: questo perchè una volta, a Vienna, lo vede inginocchiarsi in segno di omaggio davanti all'imperatrice Maria Teresa.

Di memoria prodigiosa, dopo aver ascoltato una sola volta una poesia, la ripete tanto dall'inizio alla fine, quanto a ritroso, dall'ultima parola alla prima.

Fino dalla più tenera età dimostra molto spirito.

Un giorno, durante una riunione dove viene vantata la sua la sua precoce intelligenza, un tale, con aria di sfida, commenta: "è stato dimostrato che i bambini molto intelligenti, diventano idioti da adulti".

E Pico: "voi siete stato un bambino intelligentissimo".