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Urlo d'amoreNicola e Filomena “Urlo d’Amore”

Sognare…sognare…sognare…un bellissimo dono che il buon Dio ha donato a noi umani…esseri mortali…un’isola serena e armoniosa dove rifugiarci quando le incombenze materiali ci travolgono.

Filomena, una simpatica signorina di settantacinque anni, trascorsi con ago e filo a cucire e a confezionare abiti da sposa…quell’abito che lei non ha mai indossato.

Settantacinque anni ad accudire prima i fratelli e poi gli anziani genitori…ormai più che novantenni.

Giorni, mesi, lunghi anni trascorsi tra casa, lavoro e chiesa, come fedele parrocchiana e catechista…

Aveva visto i suoi fratelli sposarsi, le sue amiche sposarsi, avere figli…avere una propria vita…ma non aveva mai protestato…nessuno l’aveva vista piangere di solitudine…per tutti era la cara e buona signorina Filomena…sempre pronta ad aiutare tutti…disponibile con tutti…

Gli anni erano passati…e la signorina Filomena lentamente era sfiorita…rughe e capelli bianchi, sempre ordinata con il suo grembiulino fiorato delle faccende domestiche…con il suo tailleur a tinta unita quando usciva.

Ma il signor Destino era in agguato…si era perdutamente innamorato di lei sin dalla gioventù…avrebbe voluto vederla felice e innamorata…ma troppi erano stati gli egoismi della sua famiglia…lui…il Signore degli uomini…sconfitto!...ma non aveva mai abbandonato la dolce Filomena…

L’aveva accompagnata, come sempre, anche quel 13 dicembre alla raccolta alimentare organizzata dalla Charitas della sua parrocchia…

Parecchie persone avevano affollato il suo banchetto…nonostante la forte crisi, il popolino è e rimarrà sempre sensibile e generoso…sempre pronto a dividere il poco che ha con chi non ha niente…

-           Va bene la frutta? Sono mele, pere, arance e meloni d’inverno –

Filomena alzò lo sguardo, incrociando quello della voce…

-           Nicola…tu sei Nicola? –

-           Filomena…tu sei Filomena? –

Non credevano ai loro occhi!...dopo 60 anni…

Lui il biondo soldatino…lei la brunetta sartina…

-           Filo… -

-           Nico… -

Erano i loro nomignoli…Quanti ricordi!

Urlo d'amore

Aveva 15 anni Filomena e andava dalla signora Lina ad imparare il mestiere di sarta…e ogni giorno passava davanti alla caserma…

Spesso Nicola era “di piantone” alla guardiola…le perle nere della sartina  incrociavano i laghetti azzurri e limpidi del soldatino…finchè un giorno, incoraggiato anche dai suoi compagni, Nicola prese il coraggio a due mani e…uscì dalla guardiola…

-           Signorina…

-           Filomena… -_rispose lei col cuore in gola… aveva tanto atteso quel momento!

-           Io …Nicola…le andrebbe di prendere un gelato con me? –

Lei fu subito tentata di dire sì…ma non stava bene…e poi un soldato! “i soldati sono come i marinai…una donna ad ogni porto! “ le ripeteva spesso sua madre…ma parlare con un soldato…rischiavi di prenderti “la nominata” e poi più nessun ragazzo avrebbe avuto intenzioni serie con te!

-           Mi dispiace, ma non accetto niente dagli sconosciuti…e tantomeno dai soldati! –

-           Ma…solo un gelato…ti prego, Filomena…-

Ma lei tirò dritta quel giorno…continuando a passare e ripassare davanti alla guardiola…

“E no…così non va!” disse spazientito il signor Destino…”Questi due hanno bisogno di un calcetto”

Il calcetto glielo diede quel 13 giugno…festa di Sant’Antonio di Padova.

Era di sera…Filomena stava gustando il suo gelato…quando all’improvviso un ragazzino, correndo, la urtò mandandola a sbattere contro…il petto del soldatino, sporcandogli la camicia della divisa…

-           Scusi…- mormorò lei mortificata

-           Di niente…è un piacere – rispose lui

Alzarono lo sguardo…e le perle si immersero nelle fresche e limpide acque del laghetto

-           Filo… - sussurrò lui felice ed emozionato

-           Nico … - sussurrò lei felice ed emozionata

-           Nico…andiamo alla fontanella…ti tolgo la macchia –

-           Va bene, Filo –

Naturalmente non si tolse nessuna macchia…ma una pozzanghera era spuntata e allargandosi vistosamente sulla camicia del soldatino…scoppiarono tutti e due in una sonora e argentina risata.

Da quella sera, presero ad incontrarsi tutte le sere quando lei tornava a casa dalla signora Lina…finchè un brutto giorno…

Le solite pettegole che non si fanno mai i propri affari…

-           Lucietta…abbiamo visto tua figlia parlare con un SOLDATO! –

-           Lui le teneva il braccio sulla spalla! –

-           Li ho visti sottobraccio…con un SOLDATO!...ma proprio con un SOLDATO! Una brava ragazza come lei! –

Urlo d'amoreSuccesse il pandemonio! Botte a non finire…segregazione a casa per una settimana e poi…accompagnata dalla signora Lina sempre con i fratelli…

Ma Nicola amava veramente quella sartina e un giorno si presentò a casa sua per chiedere la sua mano al padre.

Quando i suoi seppero che era del nord…non ci fu niente da fare…il padre e i fratelli lo misero alla porta.

-           E’ del nord, Filomena dovrebbe trasferirsi al nord? E quando noi ci sposiamo…chi ci pensa a mamma e papà? –

-           Certo, chi ci pensa a mamma e papà? – si dissero in una riunione i fratelli con le rispettive fidanzate.

-           Che schifo! Che schifo! – urlò il signor Destino…ma purtroppo dovette arrendersi all’egoismo della famiglia della dolce Filomena.

Nicola fu trasferito, e delle tante lettere che continuava a scriverle, nessuna finì nelle mani di Filomena, naturalmente.

Gli anni trascorsero inesorabilmente, Filomena divenne una bravissima sarta, soprattutto di abiti da sposa, che lei non avrebbe mai indossato.

** * * *

-           Posso offrirle un gelato signorina…

-           Filomena –

-           Io Nicola – scoppiarono in una fragorosa risata

-           Aspetta…che chiamo un’amica al banchetto – rispose, questa volta, Filomena.

Urlo d'amoreNico e Filo si avviarono verso il bar Mazzini, si accomodarono ad un tavolino e, davanti ad un’enorme coppa di gelato, chiacchierarono…chiacchierarono…

-           Filo, ti ho sempre amata, perché non hai mai risposto alle mie lettere? –

-           Nico, non le ho mai ricevute, ma ti ho sempre amato, ti ho sempre aspettato –

-           Filo, è il Destino che ci ha fatto incontrare di nuovo…lo vogliamo ancora deludere? –

Filomena pensò di nuovo ai fratelli e ai suoi anziani genitori…

-           No, Nico, questa volta non voglio deludere assolutamente il signor Destino, ma devo parlare con i miei fratelli, dammi qualche giorno di tempo –

-           Ho atteso 60 anni, posso attendere ancora qualche giorno –

Immaginate il putiferio che scoppiò quando  Filomena comunicò ai fratelli e alle rispettive cognate l’intenzione di andare via con Nicola…

-           Sei un’egoista! A mamma e papà non ci pensi? Lasci soli due genitori così anziani! –

-           Andare via con un uomo, ma non ti vergogni alla tua età?

-           Non vi preoccupate per noi, andremo in una casa di riposo, così non vi daremo fastidio, cari figli e care nuore. Tu, Filomena, hai tutto il diritto di passare i giorni che ti rimangono con Nicola, il tuo grande amore: perdonaci, siamo stati molto egoisti con te. –

Figli e nuore abbandonarono di corsa la casa, mentre Filomena e gli anziani genitori colmavano i lunghi anni di  solitudine, incomprensioni ed egoismo in un caldo abbraccio.

-           Adesso sì che sono soddisfattoooooo! – esclamò il grande e potente signor Destino mentre accompagnava alla stazione Nico e Filo, quella Santa Vigilia di Natale…

-           W l’AMORE!!!!!!!!- urlò il potente signore delle nostre vite…mentre il fischio del treno portava Nico e Filo verso la felicità.