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Matematico scrive una formula sul letto di morte.

100 anni dopo scoprono che aveva ragione

La straordinaria vicenda di Ramanujan trova definitivo compimento con un secolo di ritardo

Negli ultimi giorni di vita terrena il geniale matematico indiano Srinivasa Ramanujan aveva lasciato ai posteri una straordinaria eredità, scritta in forma di funzioni matematiche.

Ma solo dopo 100 anni i ricercatori sono riusciti a dimostrare definitivamente la validità delle sue tesi, risolvendo un problema rimasto aperto per un secolo.

Una soddisfazione incredibile quella toccata al matematico Ken Ono di Emory University, che ha presentato i risultati delle ricerche in una conferenza alla Florida University, in occasione del 125° anniversario dalla nascita di Ramanujan.

Una figura leggendaria quella del matematico indiano autodidatta, nato in un villaggio rurale nel sud del Paese, costretto a lasciare la sua patria per coltivare il suo genio matematico, riconosciuto a Cambridge soltanto dall’autorevole matematico G.H. Hardy, stupito dai risultati delle ricerche del giovane studioso indiano in molti campi in cui lo stesso Hardy primeggiava dall’alto del suo curriculum accademico.

Ma purtroppo per Ramanujan, passato comunque alla storia per i suoi studi nel campo della teoria analitica dei numeri, la gloria accademica riscontrata in Gran Bretagna non fu sufficiente per superare lo stress emotivo e i problemi di salute connessi a uno stile di vita molto diverso da quello orientale e alla distanza dal Paese natio: ammalatosi di una malattia parassitaria, tornò in India dove morì nel 1920.

E proprio prima di morire lo studioso partorì le funzioni che lo avrebbero reso celebre, ovvero le funzioni mock theta, di cui fornì 17 esempi -altri andarono presumibilmente persi- in una lettera inviata al suo mentore Hardy.

Per Ramanujan, le funzioni mock imitavano il comportamento di quelle theta - sequenze di numeri che si applicano in numerosi ambiti della matematica - con una struttura modulare che però non era supersimmetrica.

E aveva ragione, anche se, da bramhano ortodosso, credeva che fosse stata la dea Namagiri a suggerire le formule.

Troppa modestia insomma, ma la sua intuizione era giusta e più di 90 anni dopo Ono e il suo team hanno appunto rivelato che le funzioni mock imitavano quelle theta, ma senza condividere le caratteristiche distintive della super-simmetria.

Ragionamenti di alta classe, insomma, certamente troppo complessi per i profani ma sappiate che il campo di applicazione delle stesse spazia dalla fisica, alla chimica, all’astrofisica.

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