Pin It

Sisifo  è un personaggio della mitologia greca, figlio di Eolo e di Enarete.

È, almeno nella versione più comune, il fondatore e il primo re di Corinto, che al tempo della sua nascita aveva assunto il nome di Efira. Fratello di Deioneo, Salmoneo, Macareo, Creteo e Canace, ovvero gli Eoliani, appartiene, attraverso i genitori, alla stirpe di Deucalione, nato da Prometeo e dalla moglie Celeno.

Sposo di Merope dalla quale ha avuto due figli, Glauco e Almo. Per mezzo di tali progenie, Sisifo è anche il nonno di Bellerofonte.

In tutti i miti che lo riguardano, Sisifo appare come il più scaltro dei mortali e il meno scrupoloso. La sua leggenda infatti comprende numerosissimi episodi, ognuno dei quali è la storia di una sua astuzia.

Il nome di Sisifo è di incerta etimologia, sebbene i Greci lo interpretassero col significato di «uomo saggio»; in realtà esso è una variazione greca del dio Tesup, personificazione ittita del sole e della luce, identificato con Atabirio, dio solare di Rodi, a cui era sacro il toro.

Esichio di Alessandria invece riporta una scrittura diversa del nome, Sesephus. Alla figura del Sisifo di Rodi (ovvero Atabirio) si ricollegava anche il rinvenimento di preziose statuette di bronzo e bassorilievi del XV secolo a.C., raffiguranti un toro sacro, accompagnato da numerosi attributi come lo scettro, due dischi sui fianchi e un trifoglio su un'anca.

Mentre Sisifo cercava di risolvere il problema dell'acqua, che a Corinto era molto scarsa, si ritrovò nei pressi della rocca di Corinto, dove vide Zeus con una bella ninfa. Questa era Egina, figlia del dio fluviale Asopo, che Zeus aveva rapito.Il dio Asopo si presentò allora a Sisifo nelle sembianze di un vecchio, e gli chiese notizie di sua figlia.

Sisifo disse che l'aveva vista, ma non rivelò subito chi l'aveva rapita: chiese, in cambio dell'informazione, una fonte d'acqua per la sua città. Asopo promise che gli avrebbe dato la fonte, così Sisifo rivelò che la ninfa era stata rapita da Zeus. Soddisfatto, Asopo fece dono al re della sorgente perenne detta Pirene.

Quando Zeus venne a sapere che Sisifo aveva parlato, chiese a suo fratello Ade di mandare Tanato per catturare Sisifo e rinchiuderlo nel Tartaro. Quando Tanato giunse a casa di Sisifo, questi lo fece ubriacare e lo legò con catene, imprigionandolo.

Con Tanato incatenato, la morte scomparve dal mondo.

Il dio Ares, quando si accorse che durante le battaglie non moriva più nessuno, e che quindi non avevano più senso, si mosse per prendere Sisifo e, liberato Tanato, lo condussero nel Tartaro.

Sisifo, tuttavia, aveva imposto alla moglie Merope di non seppellire il suo corpo, per cui egli ebbe motivo per protestare con gli dei dell'empietà della moglie.

Persefone, moglie di Ade, decise di farlo ritornare sulla Terra per tre giorni, il tempo di imporre alla moglie i riti funebri. Sisifo tornò nel mondo dei vivi, ma non obbligò la moglie a seppellirlo: così gli dei inviarono Hermes, che lo catturò e lo riportò negli Inferi.

Altre versioni riferiscono che Sisifo avesse ricevuto la possibilità di ritornare nel mondo dei vivi non da Persefone bensì da Ade stesso, a patto però di tornare entro un giorno; come nell'altra versione del mito, Sisifo non tiene fede al patto sancito con la divinità degli inferi e rimane nel mondo dei viventi.

La morte però in questo caso sopraggiunge naturalmente e non è affatto menzionato Hermes.Come punizione per la sagacia dell'uomo che aveva osato sfidare gli dei, Zeus decise che Sisifo avrebbe dovuto spingere un masso dalla base alla cima di un monte.

Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte.

Ogni volta, e per l'eternità, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare da capo la sua scalata.

Fonte Wikipedia

Vedi anche: Porto canale di Pescara

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna