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Equilibrio fra turismo di massa e di elite

di Tullio Parlante

Tutti abbiamo visto quelle vergognose immagini televisive del misero e povero comportamento di persone maleducate a tal punto da fare la pipì nei cestini dei rifiuti.

Come anche aver preso come una doccia il Canal Grande.

Il dormire sui ponti ecc…

Ogni anno, nel periodo particolare delle ferie estive,  si riversa sulla città di Venezia una marea – sempre in aumento – umana fatta di turismo di massa che, con comportamenti alquanto discutibili, credono o sono convinti di essere immuni alle proprie responsabilità verso le bellezze uniche ed affascinanti di questa città lagunare.

Trovare un certo equilibrio tra turismo di massa e un turismo mirato, risulta alquanto difficile, ma, mangiarsi un panino sdraiato su degli scalini, magari anche a torso nudo, è talmente umiliante che i reo vanno o andrebbero identificati – dalle forze di polizia locale – multate in modo da non avere più la tentazione del dopo, è mandate via dalla città.

Tuttavia, se facciamo un’analisi sullo stato delle cose, la prima  che colpisce è che l’Italia è il Paese dell’impunità.

Se cose del genere accadessero a Parigi, Berlino, ecc ….questi pseudo turisti per caso sarebbero presi e castigati  come si deve.

Ed ecco che allora diventa inutile aumentare la tassa di soggiorno, perché ciò facendo si sentono – i famosi maleducati – in diritto di portarsi via all’andata un piccolo ricordo mosaicale o altro.

Per dinamicità economica ed educativa, è una stupidaggine o un’asinata vedere il turista come “nemico” ma passare su tutto ciò che è irrazionale, irriverente e maleducato significa non cercare anche duramente far capire la correttezza e il rispetto che occorre quando si và a cercare – per arricchire la propria cultura personale - le bellezze della storia racchiuse in città come la nostra Venezia.

Credo che a livello di accoglienza i veneziani non devono imparare da nessuno, ma, se stessero più vicino a quella loro ricchezza storica, che è diventata parte integrante del concetto del vivere in armonia con l’arte,  facendo rispettare le regole di legge e di costume, i trasgressori si guarderebbero bene dal comportarsi in  modo trasgressivo e incivile.

Con la capacitĂ  di agire a monte del problema, ovvero, prima di partire dalle loro localitĂ  e dopo essere arrivato sul suolo italiano e veneziano, le comitive turistiche devono essere consci del fatto che la minima trasgressione, offesa al decoro, o danneggiamento a cose che rappresentano i valori di una comunitĂ , saranno perseguiti penalmente e con sanzioni penali.

Parlando di arte e storia, non saremmo dovuti arrivare a queste conclusioni, ma, dopo lo spettacolo avvilente verso la storia di un popolo e di una cultura, credo che il minimo che si possa fare e quello di evidenziare la maleducazione spregiudicata di alcuni personaggi  (perché vivaddio non tutti  i turisti sono come quei pochi scellerati che la Tv ci ha mostrato) che una volta identificati ci auguriamo che non abbiano più la possibilità di bivaccare a ridosso delle opere storiche della città di Venezia.

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