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Il golf diventa strumento di sensibilizzazione ambientale

di Daniela Falchero*

Che il golf sia uno sport ad alto impatto ambientale sembra essere ormai acqua passata.

In questo senso significativa in Italia è l'attività condotta dalla  Federazione Italiana Golf che, come spiega Marta Visentin, consulente ambientale FIG insieme a Stefano Boni, con il premio "Impegnati nel verde" ha avviato una forte campagna di sensibilizzazione verso la sostenibilità ambientale nel mondo del golf di casa nostra.

Tutto è iniziato venti anni fa quando, grazie all'impegno del naturalista inglese David Stubbs, per la prima volta a livello europeo partì la prima edizione di  Committed to green, un programma di certificazione ambientale della Audubon Society, operante negli Usa da decenni.

“Nel 1998 fu organizzato l'Open Europeo di Birdwatching – racconta Marta Visentin – e l'Italia si classificò seconda, dimostrando l'ampia valenza ambientale e la biodiversità presente nei circoli che aderirono all'iniziativa.

Prima fu la Spagna dove nel 1999, a Valderrama, in occasione di un incontro tra scienziati europei e americani impegnati nella ricerca sul tappeto erboso, vi fu la pubblicazione e diffusione di quella che passò alla storia golfistica sotto il nome di Valderrama Declaration.

Il documento, che vedeva nel golf un importante strumento di sviluppo sostenibile, fu firmato dai principali movimenti golfistici del globo (USGA, R&A, EGA) e dalle principali organizzazioni mondiali in materia di sport e di ambiente: WWF Internazionale, CIO (Comitato Olimpico Internazionale), UNEP (United Nation Environmental Programme) e GEEC (General Environment European Commission).

Nello stesso anno in Italia, fu reso pubblico il lavoro svolto nei tre anni precedenti dal gruppo di lavoro Golf & Ambiente, due manuali intitolati La Costruzione ecocompatibile dei percorsi di golf italiani e La manutenzione ecocompatibile dei percorsi di golf italiani, testimoni dell'impegno italiano a favore dell'ambiente”.

Il premio Impegnati nel verde fu lanciato all'inizio del 2000, quando la FIG “decise di associare alla Commissione Impianti anche compiti relativi alle problematiche ambientali – spiega Marta Visentin –  il tutto come naturale continuazione del percorso intrapreso dal 1989 con la Sezione Tappeti Erbosi.

Da lì la storia fino a oggi ci ha portato a realizzare concrete iniziative a favore dell'ambiente in oltre cinquanta circoli italiani”.

L'obiettivo dell'iniziativa è quello di aiutare i circoli a conseguire la certificazione ambientale internazionale GEO (Golf Environment Organization), il riconoscimento più ambito a livello mondiale per quanto riguarda il golf sostenibile perché è riconosciuto dal CIO e dalle maggiori associazioni che operano nel golf  (come R&A, EGA, PGA European Tour) o che proteggono la natura (come WWF, Ecored).

Quindi, oltre a un miglioramento d'immagine del golf, Impegnati nel verde vuole raggiungere dei risultati decisamente concreti, come lo sviluppo di politiche di eco-sostenibilità dei percorsi di golf sia nella fase di progettazione sia di manutenzione e, soprattutto, la riduzione e l'ottimizzazione del consumo di risorse naturali.

“Per questo sport avvicinarsi all’ambiente è diventato ormai una naturale propensione – dichiara Marta Visentin – non solo grazie all’attività di formazione e sensibilizzazione che noi della FIG svolgiamo attraverso corsi e pubblicazioni sulle principali testate di settore, ma anche per i cambiamenti climatici e legislativi (sulla base delle direttive europee).

È in questa ottica che la Federazione Italiana Golf ha sottoscritto nel febbraio 2012 un protocollo d'intesa insieme alle massime organizzazioni nazionali che si occupano di tutela ambientale.

Dal progetto Impegnati nel Verde abbiamo potuto riscontrare che sono ormai molti i circoli che hanno una spiccata sensibilità ambientale: lo dimostrano non solo i riconoscimenti assegnati ai circoli meritevoli, ma anche l’attività di comunicazione intrinseca ed estrinseca che diversi club portano avanti con pannelli sul campo, pagine dedicate su internet, social network, rassegna stampa”.

Come da tradizione, il premio viene assegnato durante gli Open d'Italia.

Per la 71a edizione di quest'anno, svoltasi a fine agosto, sono stati individuati dodici riconoscimenti, 10 suddivisi nelle 4 categorie del premio e 2 che hanno conquistato la certificazione GEO: Royal Park Golf & Country Club – categoria Biodiversità; Verdura Golf Club – categoria Biodiversità; Golf Nazionale – categoria Acqua; Arona Golf Club – categoria Energia; Conero Golf Club – categoria Energia; Florinas Golf – categoria Energia; Filanda Golf Club – categoria Paesaggio; Golf Club I Fiordalisi – categoria Paesaggio; Circolo Golf Rapallo – categoria Paesaggio; Terme di Saturnia Golf Club – categoria Paesaggio e certificazione GEO; Is Arenas Golf Club – certificazione GEO.

L'edizione 2014 può vantare il raggiungimento di due nuovi traguardi: il patrocinio del ministero dell'Ambiente annunciato ufficialmente quest'anno e il supporto dell'Istituto per il Credito Sportivo , la banca pubblica che ha finanziato la stragrande maggioranza degli impianti sportivi italiani che ha deciso di raddoppiare i contributi per i circoli che aderiranno al progetto Impegnati nel Verde.

L'iniziativa del FIG dimostra, una volta di più, che volere è potere, anche e soprattutto nell'ambiente.

*www.lastampa.it

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