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Le donne riciclano più degli uomini

Carta dei regali e cartoni di panettoni, il vetro dello champagne e gli avanzi di cibo?

A dividerli ci penseranno le donne.

Sono loro le più attente alla raccolta differenziata, e tra i nuclei familiari, gli uomini single rappresentano la categoria che ricicla meno.

Lo dice uno studio britannico riportato dal Guardian.

Stando ai risultati, i single in generale sono i meno attenti al corretto smaltimento dell'immondizia: lo fa solo il 65% di chi abita da solo, a confronto con il 79% delle coppie.

Tra chi vive solo, comunque, la differenze tra donne e uomini è di un 69% contro un 58% a favore delle prime.

Lo studio è stato commissionato dal principale Istituto di ricerca britannico, Understanding Society, finanziato dall'Economic and Social Research Council e condotto all'Univeristà dell'Essex tra oltre 2mila single uomini e donne e 3mila coppie, ai quali è stato chiesto come gestiscono i lavori di casa e in particolare le abitudini circa l'attitudine a riciclare.

Il risultato generale è prevedibile. Sebbene la situazione sia migliorata rispetto a 20 anni fa, le donne ancora portano sulle loro spalle il peso dei lavori domestici, specialmente se vivono con un compagno maschio.

“Alla fin fine le donne continuano a fare più della loro parte" commenta Hazel Pettifor, che ha condotto lo studio.

"Proprio come è più probabile trovare una coppia etero in cui la donna compie la maggior parte delle attività domestiche, così per la raccolta differenziata in genere funziona che la donna svuota e pulisce i contenitori, rimuove le parti inadatte al riciclo e le etichette, divide il materiale per contenitori, mentre all'uomo resta di portarli al cassonetto".

Gli uomini che maggiormente si impegnano nelle faccende domestiche hanno riportato risultati più incoraggianti anche per quanto riguarda a raccolta differenziata ma, al massimo, possono sperare di raggiungere i livelli degli uomini che vivono in coppia con una donna.

Quest'ultima si è rivelata una vera eroina della sostenibilità: sono le donne a informarsi e impegnarsi di più nel differenziare correttamente la spazzatura, mostrando più buona volontà nel dedicare tempo ed energia a queste attività.

La tendenza a riciclare è comunque – nota l'Istituto – in crescita nel Regno Unito e le persone tendono sempre di più a sentire l'incombenza della raccolta differenziata come una parte essenziale e “normale” dei lavori domestici, e non certo un atto particolarmente “ambientalista”.

L'obiettivo del Regno Unito è raggiungere per il 2020 un 50% di spazzatura riciclata, alzando così l'attuale 41.5% dell'Inghilterra e del Galles, il 37.2% della Scozia e il 39.7% dell'Irlanda del Nord. Per raggiunge l'obiettivo, conclude lo studio, sarà dunque necessario focalizzare gli sforzi sugli uomini.

A giudicare dai dati, il nostro paese è ancora fermo invece a convincere le donne.

In Italia solo il 33% dei rifiuti urbani viene infatti recuperato, come ha recentemente rivelato il rapporto L'Italia del Riciclo, promosso da Fise-Unire (l'Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Un 33% che stona rispetto alla media europea del 42%: dopo di noi ci sono solo il Portogallo (19%) e la Grecia (18%).

Il Lazio, con oltre 2,5 milioni di tonnellate, è la Regione che smaltisce in discarica la maggiore quantità di rifiuti urbani in assoluto, pari addirittura al 74% di quelli prodotti, ma sono ben 9 le regioni italiane che smaltiscono in discarica oltre il 60% dei rifiuti: Liguria, Umbria, Marche, Lazio, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Diventano 10 se si considerano i rifiuti inviati fuori regione o all'estero, ed è il caso della Campania.

Da noi in media quasi la metà dei rifiuti (il 49%) finisce in discarica, mentre in Europa viene mediamente conferito in discarica il 30% della spazzatura.

www.yahoo.com

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