Pin It

I cacciatori raccoglitori del Borneo hanno eretto nuove barricate per impedire alle compagnie del legname di distruggere le loro foreste pluviali.

 

Ne dà notizia 'Survival International' che chiede il riconoscimento dei diritti territoriali della tribù e il fermo di qualsiasi progetto di sviluppo effettuato nelle loro terre senza il loro consenso.  Decine di Penan armati di frecce e cerbottane hanno eretto

 i blocchi lungo le strade aperte dalle compagnie nel cuore delle loro foreste.

I manifestanti chiedono la fine del disboscamento delle loro terre.

La polizia malese presidia i blocchi ma non si ha notizia di arresti.

''Questo lembo di foresta -ha raccontato un uomo Penan a Survival- è l'unico luogo che ci è rimasto per cacciare e cercare cibo.

Ma è un pezzettino piccolo.

La notte scorsa sono uscito a caccia ma sono tornato a mani vuote.

Se non riusciremo a salvare questo pezzettino di foresta, non avremo più niente da mangiare''.

I Penan vivono in Sarawak, la parte malese dell'isola del Borneo.

Sono già vent'anni che combattono per fermare il disboscamento delle loro terre.

Alcune comunità hanno avuto la meglio ma altre hanno dovuto assistere alla devastazione delle loro foreste, all'inquinamento dei loro fiumi e alla scomparsa delle piante e degli animali da cui dipende la loro sussistenza.

Laddove gli alberi più grandi e preziosi sono già stati abbattuti, le compagnie stanno ora radendo al suolo la foresta completamente, per piantarvi palme da olio destinate alla produzione di cibi, cosmetici e biocarburanti.

''Le compagnie che tagliano gli alberi e vi aprono piantagioni di palme da olio stanno derubando i Penan non solo delle loro foreste ma anche del loro cibo e della loro acqua -ha commentato Stephen Corry, direttore generale di Survival-

E' cruciale che il governo malese riconosca ai diritti territoriali dei Penan e fermi le compagnie dal prendere tutto ciò che è disponibile''. (Adnkronos)

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna