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L’onda lunga delle invenzioni verdi

Al recente Maker Faire di Roma, l’evento dedicato agli innovatori, si scopre che in tanti inventano e creano guardando alla sostenibilità

di Diletta Parlangeli*

La tecnologia va guardata da vicino, per capire che non è cosa facilmente archiviabile come “materia da nerd”.

Ne sono la prova i tanti progetti e prototipi rivolti all’ambiente che si sono messi in mostra nel corso del Maker Faire Rome, l’evento dedicato agli innovatori che si è svolto i primi di ottobre a Roma.

Un posto nel quale scoprire che anche una stampante 3D può guardare alla sostenibilità.

I progetti degni di nota sono molti, alcuni prototipi in cerca di aiuto per entrare sul mercato, altri giĂ  in commercio.

“Aretha” è un pannello solare per la produzione di acqua calda.

E sai che novità, dirà qualcuno. Ciò che la differenzia dagli altri è che si tratta di una macchina che ognuno può costruirsi da solo con materiali di recupero.

Quella che Paolo Bonelli mostra, per esempio, ha al suo interno il vecchio radiatore di un’auto. E non serve molto altro in realtà, se non un bel serbatoio, anche di esso di qualsiasi materiale, purché ben coibentato (con paglia compressa, lana di pecora e altri isolanti naturali).

Uno dei suoi creatori, Paolo Bonelli, racconta che un paio di modelli sono attualmente attivi a Milano e in un agriturismo nei pressi di Piacenza.

Off Grid Box è un’idea della Fabbrica del Sole di Arezzo, che ha lavorato sull’evoluzione di un container da interrare in giardino per alimentare un’abitazione “completamente scollegati dalle reti di gas, acqua, fogne, elettricità etc”.

Come funziona? “Si estraggono i pancali con i pannelli fotovoltaici, i pannelli solari termici, un kit per la fitodepurazione e all’interno rimangono pre-installati, pre dimensionati e ottimizzati tutti gli impianti per la produzione di elettricità, acqua calda, depurazione degli scarichi, acqua piovana, geotermia, idrogeno e quant’altro serva sul posto per vivere confortevolmente”.

Si affideranno al crowd funding altri due progetti innovativi: “Meg- Micro Experimental Growing” e “VentolONE”. La prima è una serra indoor automatizzata studiata per essere comandata a distanza, attraverso un’applicazione.

I comandi “fisici” si riducono ai tasti di accensione e spegnimento, mentre per le regolazioni dei parametri necessari alla coltivazione, si deve usare l’applicazione per iOs e Android. Tra novembre e dicembre partirà la raccolta fondi su Kickstarter.

Si affiderà invece a Indiegogo il gruppo che ha ideato VentolONE, generatore micro-eolico a basso costo e basso contenuto tecnologico. L’idea di base è costruirlo con materiali del posto e dopo l’installazione, trasferire il know how alla popolazione locale.

E’ già successo a Zanzibar nel 2011 e Ilembula, Tanzania, nel 2012. Per andare avanti però, servono nuovi finanziamenti.

E’ un propotipo anche “Aha – Another Home Automation”, di Cesare Pizzi, un sistema di controllo dei consumi domestici –Arduino based - economico e a basso impatto energetico azionabile attraverso un sms.

“Waterlilly”, dell’architetto Cesare Griffa, funzionando come un foto bio reattore, crea le condizioni per la crescita di micro alghe, che puliscono l’aria. Strutturato in diversi moduli (esteticamente molto belli), trova applicazioni diverse e se usato al meglio delle sue possibilità, consente anche un risparmio nel condizionamento del 20 per cento.

*www.lastampa.it

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