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Acqua inquinata in Italia: non c'è solo Pescara

Non c'è solo Pescara, anche se l'ultimo caso di acqua inquinata che finisce attraverso i rubinetti nei bicchieri degli abitanti potrebbe essere di gran lunga il caso più grave: già in passato ci sono stati allarmi su acquedotti inquinati e sul rischio di bere sostanze nocive insieme all'acqua.

Passato recente, tra l'altro, visto che i casi si sono svolti proprio negli ultimi anni e hanno parecchie similitudini con la vicenda abruzzese, in cui l'Istituto Superiore della Sanità ha accusato 16 dirigenti Montedison di aver lasciato che un acqua gravemente inquinata finisse nelle case di 700mila persone.

L'acqua inquinata a Pescara.

L’area contaminata dell’ex sito industriale della Montedison (settore chimico), passata nel 2002 alla Solvay, viene sequestrata nel 2007. Ma è dal 1994, secondo l'accusa, che i vertici dell'azienda sapevano che gli sversamenti del loro stabilimento finivano direttamente nel fiume Tirino inquinandolo pesantemente con mercurio e piombo. Nel piccolo comune di Bussi in cui lo stabilimento si trova, la diffusione dei tumori supera la media nazionale del 70%.

L'arsenico a Roma.

Nelle scorse settimane si è invece parlato dell'acqua all'arsenico che usciva dai rubinetti di Roma nord, a cui il Comune ha vietato il consumo dell'acqua dal primo marzo. L'acqua risulta contaminata fin dal 2008, un pericolo sottovalutato negli anni scorsi, durante i quali più volte i residenti hanno denunciato la situazione. E adesso c'è il rischio che quell'acqua sia anche batteriologicamente contaminata.

L'acqua di Napoli e le discariche.

Uno studio della Us Navy di Napoli, durato due anni, ha monitorato tutta la zona campana per scoprire gli effetti delle tante discariche clandestine sull'acqua. Il risultato? Esce acqua pericolosa dal 57 per cento dei rubinetti esaminati nel centro di Napoli e dal 16 per cento a Bagnoli. Le 14 sorgenti sono invece in ottime condizioni, ma la pessima situazione delle tubature rende pure la rete idrica pubblica pericolosa. L'amministrazione di Napoli ha però rassicurato tutti sulla bontà dell'acqua.

Il cromo a Brescia.

A Brescia è invece il cromo a fare paura, dopo che una mamma ha fatto sapere di aver trovato 26 microgrammi della sostanza in un litro di acqua presa dal rubinetto. Allarme in città. La media è però di 9 microgrammi e le autorità hanno subito voluto rassicurare tutti gli abitanti: "L'acqua è potabile e si può fare la doccia senza problemi".

L'influenza intestinale a Treviso.

Nel 2013 un'epidemia di influenza intestinale ha messo a letto intere famiglie del comune di Loria, in provincia di Treviso. Il sospetto è caduto sull'acquedotto e un possibile inquinamento. Risultato? Divieto di bere l'acqua del rubinetto. La causa è da ricercarsi nella possibile commistione tra le acque del canale Brentella e quella dell'acquedotto.

E anche in Francia...

Non che all'estero vada tutto per il verso giusto, visto che un'analisi di Ufc ha trovato l'acqua d'oltralpe contaminata da pesticidi, nitrati e selenio, soprattutto nel nord est del paese. La causa è da ricercarsi nelle reti obsolete e a uno scarso monitoraggio igienico-sanitario.

www.yahoo.com

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