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Non parla italiano

di Francesco Maria Del Vigo*

Non ho grandi pretese. Non mi pare una richiesta esagerata.

Ma le rivoluzioni si fanno un po’ per volta, anche con piccoli gesti.

Si potrebbe iniziare rottamando l’ignoranza, almeno dalle alte cariche dello Stato.

Avete visto il video del prefetto di Perugia che conciona e sproloquia sulle madri di chi si droga?

Probabilmente sì, da ore rimbalza su siti, social network e quotidiani cartacei.

Comunque, se ve lo siete perso, è qui. Ecco, al di là del senso delle parole (vergognose), quello che mi ha impressionato sono proprio le parole.

La scelta e la pronuncia delle parole. Non solo quello che dice, ma anche come lo dice.

Che lingua è? Un rappresentante delle istituzioni, dello Stato Italiano e della Polizia, può permettersi di non parlare in italiano in un’occasione pubblica?

Vado oltre: in quale azienda assumerebbero una persona che si esprime così?

Nessuna, solo lo Stato. La mortificazione della lingua italiana, secondo me, è una motivazione più che valida per la rimozione di un pubblico ufficiale.

Difendiamo tutte le specie in via d’estinzione e poi ce ne freghiamo della conservazione del nostro patrimonio linguistico. Che passa anche attraverso queste piccole cose.

Sogno un Paese in cui i rappresentati delle istituzioni parlino in italiano. Magari corretto. È una richiesta esagerata?

*www.ilgiornale.it