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Santa Rita da Cascia, una delle figure più invocate e venerate dai cattolici

di Elisabetta Mancinelli 

Il 22 maggio viene festeggiata dalla Chiesa Cattolica.

Nacque nel 1381 a Roccaporena, frazione di Cascia, da Antonio Lotti ed Amata Ferri, due “pacieri di Cristo” impegnati con le lotte tra guelfi e ghibellini.

Le venne dato il nome di Margherita, ma ben presto tutti la chiamarono Rita.

A soli cinque giorni dalla sua nascita le viene attribuito, il primo miracolo: quello delle Api Bianche: i genitori, impegnati nella mietitura, lasciarono Rita in una culla sotto ad un albero.

Le si avvicinano 5 api bianche, che cominciano ad entrare e ad uscire dalla sua bocca ma senza pungerla, depositandole in bocca del miele.

Un contadino, in un campo vicino si procurò una grave ferita ad una mano con la sua falce e ,preso dal panico, lasciò il posto di lavoro in cerca di cure.

Passando davanti alla culla, e vedendo le api ronzare sopra a Rita, cercò di scacciarle con l'arto ferito, che incredibilmente guarì.

Ragazza mite, umile, ubbidiente e ben educata (i genitori le insegnarono a leggere e scrivere), fin da giovanissima si appassionò alla famiglia Agostiniana tanto da voler prendere i voti e da voler frequentare assiduamente il monastero Santa Maria Maddalena di Cascia.

Ma i genitori, secondo l’ usanza dell'epoca, a 13 anni la promisero sposa a Paolo di Ferdinando Mancini, uomo violento, e dopo 3 anni convolò a nozze.

Dal matrimonio nacquero due bambini, forse gemelli: Giangiacomo Antonio e Paolo Maria.

Il marito in seguito si convertì grazie a Rita, ma dopo 18 anni Paolo venne assassinato dai suoi ex compagni.

La famiglia Mancini voleva vendetta, ma Rita non rivelò i nomi degli assassini, invocando per loro il perdono.

Quando vide che i suoi due figli non volevano darle retta, chiese a Dio di vederli morire piuttosto che perseguire i loro scopi sanguinari.

Da lì a poco i due fratelli si ammalarono e morirono.

Rimasta sola, a 36 anni provò ad entrare al Monastero Agostiniano Santa Maria Maddalena, a Cascia.

Ma venne rifiutata tre volte, per la sua condizione vedovile e perché nel monastero c'era una suora imparentata con la famiglia di Paolo.

Solo dopo aver pacificato le due famiglie duellanti Rita ottiene di entrare nel Monastero, nel 1407 dove rimase fino alla sua morte, sopraggiunta il 22 maggio del 1457 a 76 anni.

Rita protettrice degli esseri umani negli stati bisognosi, viene chiamata santa dell’impossibile, a lei ci si rivolge nei momenti più difficoltosi della vita.

Viene festeggiata il 22 maggio, giorno definito del transito di Santa Rita, mentre il 21 maggio si ricorda la morte, giorno in cui a Cascia raccontano che, quando la santa morì, furono suonate dagli angeli le campane a festa che si udirono per tutte le colline della Valnerina.

In questo giorno attualmente sulle colline si accendono tantissime fiammelle che formano un caleidoscopio.

Il 22 maggio si celebra il rituale della benedizione delle rose all’aperto in ricordo del roseto che sbocciò in pieno inverno a Roccaporena (Pg), quando Rita chiese alla suora una rosa e quest’ultima ne trovò invece un giardino pieno.

Il simbolo della rosa è diventato l’emblema di Santa Rita ed ella venne raffigurata con una spina impressa sulla fronte che la tormentò per tutta la vita, come una specie di stimmate, che si richiuse quando ella morì.

Si dice che abbia compiuto almeno altri prodigi prima di morire: quello della vite, ancora oggi presente all'interno del luogo di culto.

Il giorno della morte inoltre venne avvistato nel convento uno sciame di api nere (dette murarie) che ancora oggi hanno dei nidi vicino all'albero di vite e le campane suonarono da sole.

Il primo miracolo da defunta avvenne al momento di celebrare le sue esequie.

Un falegname, Cicco Barbari, che era da poco diventato invalido alle mani e non poteva più lavorare, vedendo la salma di Rita, disse: “Oh, se non fossi 'struppiato', la farei io questa cassa!”.

Il falegname guarì immediatamente, e le suore lo incaricarono della costruzione della “cassa umile”.

Ancora oggi si dice che ogni qualvolta Rita interceda per un miracolo il suo corpo, conservato all'interno della Basilica di Santa Rita da Cascia, emani profumo di rosa.

È chiamata oltre “Santa della Rosa” e “Santa della Spina” anche “Santa degli Impossibili” data la quantità di miracoli attribuitole

Fu beata, 180 anni dopo la sua morte, nel 1627 sotto il pontificato di Urbano VII.

Fu canonizzata durante il Giubileo del 1900 da Leone XIII.

Ogni anno Cascia celebra Santa Rita come santo protettore il 22 di maggio con riti e celebrazioni.

Il culto di Santa Rita da Cascia in Abruzzo

Il culto di Santa Rita da Cascia è molto sentito anche in Abruzzo ed ella viene venerata in molti centri della nostra regione

Il 22 maggio a Rapino, in una chiesa situata sul colle più alto del paese, viene festeggiata in un luogo di culto fatto edificare da Padre Lorenzo Spirale.

Anche se la chiesa è molto antica, i festeggiamenti in onore di Santa Rita sono molto recenti e sono stati voluti e realizzati dal Cav. Camillo Levito.

La festa pagana si svolge con una caratteristica sfilata di autovetture addobbate con rose che, attraversando tutte le vie del paese, arriva davanti alla chiesa intitolata a Santa Rita dove il parroco benedice tutte le auto.

Nell’interno si possono ammirare gli splendidi i pannelli maiolicati di Gioacchino Cascella (1903-1982) con storie della vita di Santa Rita da Cascia.

Festa di Santa Rita a Lanciano

Il 22 maggio di ogni anno, Lanciano festeggia Santa Rita, santa delle cause impossibili e gli atriani per questo motivo, le chiedono grazie e le offrono ex voto.

In occasione dei giorni delle sue celebrazioni (che vanno dal 19 al 22 maggio) giungono numerose compagnie di pellegrini dall'Abruzzo ed anche da fuori regione.

La tradizione vuole che questi pellegrini, per essere riconosciuti, indossino tuniche bianche inoltre, durante i riti religiosi in programma nella giornata , nella chiesa dello Spirito Santo, che custodisce un'antica statua della Santa, vengono benedette le rose che ciascun fedele porta a casa come segno di speranza, salute, gioia e pace.

Festa di Santa Rita ad Atri

Ad Atri storicamente la venerazione per la Santa fu introdotta dai Padri Agostiniani durante la loro permanenza nella chiesa di Santo Spirito fino al 1850.

La devozione alla Santa è stata sempre grande nel popolo atriano, oltre che nei paesi vicini fin dal 1891 quando fu fissata la festa nel giorno 22 maggio dietro richiesta del vescovo Morticelli che riuscì ad ottenere anche un privilegio particolare dal Pontefice.

Nel maggio del 1901 Leone XIII concesse alla chiesa di Santo Spirito conosciuta come la chiesa di Santa Rita l'indulgenza plenaria che è stata rinnovata in perpetuo da Giovanni Paolo II.

Dal 12 maggio la Santa viene collocata in un baldacchino ligneo ricoperto a foglia d'oro. Anticamente i fedeli venivano anche dai paesi vicini già dalla vigilia, tanti facevano l'ultima parte del percorso in ginocchio e dormivano sul sagrato della chiesa.

Attualmente il 21 maggio ai vespri c'è l'apertura della Perdonanza, il 22 dopo la messa solenne c'è la benedizione delle rose che i fedeli portano a casa e le mettono davanti all'immagine della Santa o le portano al cimitero.

In campagna nei momenti difficili si usa staccare qualche petalo e lanciarlo fuori per propiziarsi un buon raccolto.

Festa di Santa Rita a Villa Oliveti

Anche a Villa Oliveti, frazione di Rosciano, in provincia di Pescara il 22 maggio di ogni anno si festeggia Santa Rita.

Il rito si svolge nel pomeriggio con la processione in onore della Santa a cui vengono lanciati petali di rose e papaveri rossi.

La Festa continua per il resto della giornata con degli spettacolari fuochi d'artificio e intrattenimenti vari per la popolazione.

Le foto delle maioliche di Gioacchino Cascella sono di Giovanni Lattanzio. Le altre sono tratte dal web.

Vedi anche: Santa Rita da Cascia

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