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Lucio Camarra, storico,  nasce a Chieti probabilmente nel 1596, data ricavata da una attestazione della morte avvenuta nel 1656 all’età di sessant’anni.

Studiò diritto e legge ma in seguito manifestò un forte interesse per la storia patria, in particolare quella teatina.

Per alcuni anni svolse in Abruzzo la funzione di Vicario Generale nell’Amministrazione dei feudi per conto del Connestabile Colonna.

In seguito si trasferì a Roma.

Qui entrò in rapporto con intellettuali ed uomini illustri dell’epoca, tra cui Muzio Febonio, Luca Ostento, Francesco Brunetti.

La sua opera principale è De Teate antiquo Marrucinorum in Italia Metropoli, pubblicata a Roma nel 1651.

Come si desume dal titolo, l’attenzione del Camarra è incentrata principalmente sul popolo dei Marrucini, sulla loro origine, i loro insediamenti e su Chieti, il loro centro principale.

Accanto a ciò egli riporta la storia degli antichi popoli che abitarono l’Abruzzo.

A fondamento della sua attività di ricostruzione storica sta l’utilizzo delle fonti archeologiche, in

particolar modo delle iscrizioni, delle monete e delle medaglie.

Originale è la sua interpretazione della storia di Chieti nell’età romana che lo porta a negare lo status di colonia, come invece è sostenuto da altri studiosi.

Della restante produzione letteraria risulta inedita l’opera intitolata Teate sacrum e sembra che avesse intenzione di scrivere anche un Teate hodiernum.

Opere

De Teate antiquo Maruccinorum in Italia Metropoli

Endecasillabo latino a Niccolò Toppi

Lettera a Francesco Brunetti

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