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Alceste De Lollis, patriota, scrittore, nasce il 28 febbraio 1820 a Fallo, e muore a Casalincontrada l’8 luglio 1887.

Nasce dal Medico Cerusico Don Nicola e da Maria entrambi De Lollis.

Si sposerà nel 1860 con Filomena Colalongo da cui, nel 1863, avrà il futuro critico e scrittore Cesare, secondo di otto figli.

Iniziati gli studi nel suo paese, fu presto inviato a studiare presso il seminario diocesano di Chieti dove studiavano anche Silvio Spaventa e Bertrando Spaventa.

Qui frequentò i corsi di Lettere di don Livio Parladore.

Non ancora ventenne fu colpito da una serie di gravi lutti: nel giro di poco tempo gli morirono i genitori e il figlio maggiore Olindo.

Con la famiglia a carico e in ristrettezze economiche, lavorò a Lama dei Peligni come istitutore privato portando con se il fratello minore.

Tre anni dopo, nel 1843, muore anche la sorella rimasta nella casa paterna ad accudire i fratelli.

A questo periodo, in cui è particolarmente prostrato dagli eventi e si ritira in solitudine per riflettere sulla propria condizione umana, si debbono le sue prime composizioni poetiche.

L'anno successivo si trasferisce a Prata d'Ansidonia dove per quattro anni si dedica all’educazione di tre giovani. Il periodo trascorso come educatore fu particolarmente importante, sia dal punto di vista della crescita personale che della produzione artistica.

La svolta della sua vita fu nel 1847 quando, dal Governo Costituzionale, fu nominato Professore di Filosofia naturale e Matematiche sintetiche nel Real Collegio dell’Aquila.

Dal 1852 al 1860 ricoprì la carica di Patrocinatore presso il Tribunale di Chieti; nel 1860 fu Ufficiale di carico nel Dicastero della Polizia di Napoli, poi Caposezione nel Ministero della Pubblica Istruzione, Delegato al riordinamento degli studi in Abruzzo, Preside del Liceo di Chieti e poi, fino al 1876, in quello dell’Aquila.

Dal 1876 al 1877 fu Regio Provveditore agli Studi di Chieti, dal 1878 al 1882 a Teramo, dal 1883 al 1885 a Ferrara.

Terminata l’attività lavorativa si ritirò a Casalincontrada disturbato però da problemi di salute.

Presagendo la fine volle pubblicare i sui componimenti poetici raccolti in Ricordi poetici, una raccolta di memorie e documenti, una vera e propria autobiografia.

Morì nel luglio 1887, fu tumulato nel cimitero comunale del paese e traslato poi nella cappella di famiglia fatta erigere per il figlio Cesare.

Fu legato a varie personalità risorgimentali del liberalismo meridionale, tra cui Silvio Spaventa, Bertrando Spaventa, Luigi Settembrini e Vittorio Imbriani.

Oltre alla sua attività di patriota del Risorgimento è ricordata la sua attività di letterato che lo portò ad avere rapporti di amicizia con molti letterati della sua epoca, tra cui: Niccolò Tommaseo, Alessandro Manzoni e la poetessa teramana Giannina Milli a cui dedicò anche una lirica

tutti pazzi per la Civita