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Florindo Ritucci-Chinni,  storico, nasce il 28 ottobre 1886 a Vasto e muore il 12 gennaio del 1955

Studia Giurisprudenza a Napoli e dopo la laurea inizia la carriera forense.

Fin da giovanissimo evidenzia una spiccata predisposizione per le arti che nel tempo concretizzerĂ  nel campo della pittura, della musica e della poesia.

Nel 1920 fondò la sezione del partito popolare e ne fu il primo segretario politico.

Vive in prima persona l'appassionante stagione della nascita del partito Popolare collaborando a Vasto con Spataro e Mayo che ne furono i principali sostenitori.

Proprio come rappresentante di una coalizione centrista diviene nel 1921 Sindaco del Vasto, carica che terrà fino al 1923.

Successivamente fu nominato presidente del Consorzio Agrario Cooperativo, presidente della Società di Mutuo Soccorso, nel 1929, professore di diritto presso l’Istituto Commerciale di Vasto, presidente del Circolo Cattolico San Filippo Neri e direttore della Filarmonica cittadina.

Nel 1937 partì per l’Etiopia, dove esercitò la professione di avvocato, ma nel 1940, scoppiata la guerra, fu richiamato alle armi col grado di capitano di fanteria e nell’aprile del 1941 fu fatto prigioniero dall’esercito inglese.

Tornato in Italia nel 1945, Florindo Ritucci Chinni riprese l’attività politica come personaggio di spicco all’interno della Democrazia Cristiana e, nella tornata elettorale del 1946, fu eletto Sindaco.

Carica conservata anche alle successive elezioni del 1951.

L'Avvocato Florindo Ritucci Chinni, oltre ad essere stato sindaco di Vasto per molti anni, nel dopoguerra ultimo, è stato un pittore geniale, un musicista e compositore di grande valenza, storico delle cose patrie, di cui lascia un ricco patrimonio tutto ancora da esplorare.

Artista eclettico e raffinato, autore di liriche e canzoni in vernacolo, pittore di grande sensibilitĂ .

Il figlio dell'avvocato, dott. Franz Ritucci Chinni, medico vastese residente a New York, ha donato, alcuni anni fa al comune di Vasto, un terreno con annesso fabbricato per destinarlo alla Scuola Civica Musicale, intestata al Padre Florindo, oltre alla dotazione di mille dollari l'anno per borse di studio per gli allievi della istituzione musicale cittadina.

Il dott. Franz oltre ad essere medico molto noto in America è anche un artista, scultore di grande e suggestiva ispirazione, pittore sensibile.

Con l'avvento del fascismo rimarrĂ  unico rappresentante eletto della opposizione per poi abbandonare la politica attiva e dedicarsi alla cultura nel senso piĂą profondo e ampio del termine.

Gli anni '20-'30 sono il periodo di maggior impegno nell'allestire in giro per l'Italia mostre dei suoi dipinti che ritraggono paesaggi della campagna vastese, scorci dell'amata marina, vie e chiese del centro storico, (sono rimaste celebri le esposizioni a Roma nel 1931 ed a Genova nel 1933).

Nel 1925 è uno dei principali collaboratori di Gelsomino Zaccagnini nell'organizzare quella giornata memorabile in cui si inaugurano l'acquedotto del Sinello, il Monumento a Gabriele Rossetti ed il Palazzo Scolastico.

Funziona da segretario, che si occupa di tutto e su tutto decide, nel 1929 quando viene organizzata la Mostra Palizziana, una retrospettiva di altissimo livello, e la mostra di arte applicata, di carattere regionale.

Negli stessi anni scrive libretti di operette, ne cura la musica, le mette in scena organizzandone le rappresentazioni, prepara le scenografie, dirige l'orchestra.

E' un susseguirsi di eventi culturali che per la Vasto di allora rappresentano veramente un respiro grande ed uno sguardo aperto sull'arte.

“Il burattinaio di Norimberga e La leggenda di Arlecchino, opere teatrali; Lidia, Les Midinettes e Lea, operette rappresentate anche al Marrucino di Chieti ed al Michetti di Pescata; tanto per citarne alcune”.

Insegna nell' Istituto tecnico Commerciale "Nicola Paolucci", viene nominato presidente della SocietĂ  Operaia locale, presidente del Circolo Cattolico intitolato a San Filippo Neri, con cui organizzerĂ  spettacoli, feste, incontri, conferenze ed infine direttore della Filarmonica cittadina che allieterĂ  il pubblico in occasione delle feste religiose.

Nel 1931 compone il suo piccolo capolavoro dialettale: la canzone Cuncittì, ancor oggi popolare.

Questa versatilitĂ  d'ingegno viene bloccata dalla guerra d'Africa: Don Florindo, come veniva chiamato, parte per i combattimenti in Africa Orientale.

Vi rimarrĂ  molti anni, nel 1941 verrĂ  fatto prigioniero dagli alleati; spirito libero e mai domo approfitterĂ  della permanenza in Africa per iniziare nel 1943 ad Asmara la carriera di Procuratore.

Rientrato in patria viene nominato sindaco nel 1946, prende in mano le redini della politica vastese, su sollecitudine del ministro Spataro e inizia la ricostruzione di Vasto, impegnandosi alacremente per il porto di Punta Penna, per le istituzioni scolastiche e per tante opere pubbliche.

Muore improvvisamente il 12 gennaio 1955, dopo aver portato a compimento la sua ultima grande fatica: la mostra Rossettiana, nel centenario della morte del poeta.

Quasi concludendo la sua esistenza con nel cuore e nella mente il nome di un altro grande vastese, Gabriele Rossetti ed ottenendo dalla nipote Olivia Rossetti Agresti in dono per la cittĂ  fotografie e disegni di Dante Gabriel Rossetti.

Don Florindo Ritucci Chinni è stato un'affascinante "anima di artista", un "signore" di stampo anglosassone che, unico nel suo genere, nella nostra cittadina, ha saputo coniugare la bellezza e la verità dell'arte con la concretezza e la materialità della politica.

A lui sono intitolate una scuola elementare, una via del moderno quartiere San Paolo ed a pochi passi, nel villino, donato dalla famiglia al Comune, la sede della Scuola Civica Musicale.

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