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Vincenzo Cerulli, astronomo, nasce a il 20 aprile 1859 a Teramo, da Serafino ed Elena Arena, e muore a Merate il 30 maggio 1927.

Dopo gli studi liceali conseguiti nella città natale si trasferì a Roma dove, nel 1881, si laureò in fisica.

Durante il percorso universitario fu sostenuto e consigliato dall’astronomo Lorenzo Respighi.

Dal 1882 al 1885 Vincenzo, su suggerimento del Respighi, si trasferì in Germania dove poté raffinare le sue tecniche scientifiche presso gli osservatori di Berlino e di Bonn oltre che nel Rechnel-Institut di Berlino.

Durante il servizio militare prestò servizio di volontariato nell’osservatorio del Collegio Romano dove, in collaborazione con Elia Millosvich (astronomo italiano specializzato nel calcolo delle traiettorie delle comete e degli asteroidi), compilarono un dettagliato catalogo di 1291 stelle e un promemoria sulla cometa del 1862.

Nel 1890 fondò a sue spese l’osservatorio astronomico di Collurania a Teramo, dedicandolo ad Urania musa dell’astronomia e della geometria; qui, dal 1893 iniziarono le sue osservazioni sul pianeta Marte.

Il centro fu dotato di un rifrattore Cooke (grande telescopio con triplo obiettivo di 165 mm e 1,09 m di distanza focale) di una quarantina di centimetri di apertura, utilizzato per interpretazione di una nuova triangolazione della superficie seguita da misure della calotta polare marziana.

Tali osservazioni permisero allo stesso Vincenzo, nel corso dei suoi studi, di maturare le ipotesi sulla sua teoria ottica in cui affermò che i famosi canali di Marte osservati dall’astronomo e storico Giovanni Schiapparelli non fossero reali ma delle semplici illusioni ottiche.

Nel 1896 scrisse “Memorie su Marte”, un'opera in cui mise in dubbio la geometria marziana.

Nel corso dei suoi studi Vincenzo si dedicò all’osservazione degli asteroidi, delle comete, dei calcoli delle orbite e delle loro effemeridi (tabelle di calcoli delle diverse grandezze astronomiche).

Approfondì gli studi su Venere, con le sue ombre e macchie per determinare la rotazione dell’astro ed il 13 agosto 1898 scoprì il pianeta Eros che fornì agli astronomi l’opportunità di calcolare le precise parallasse del Sole attraverso le rotazioni combinate durante le opposizioni più favorevoli dell’asteroide.

Agli inizi del Novecento il Cerulli eseguì 352 misure per le ascensione retta e 172 per le declinazioni utili per le ricerche e le metodologie di calcolo per la correzione delle orbite dei pianeti.

Grazie al telescopio Cooke e al cielo Cerulli Vincenzo, fotografia del rifrattore “Cooke e Sons” dell’Osservatorio di Collurania limpido teramano, Vincenzo osservò le doppie stelle, effettuò numerose numerazioni ed elaborò nuovi sistemi di misurazione.

Il 2 ottobre 1910 , durante le sue osservazioni individuò un piccolo pianeta molto luminoso (9x3 m) siglato provvisoriamente come 1910 KU ed intitolato “Interamnia”, in omaggio alla città di Teramo.

L’8 novembre dello stesso anno, durante gli studi sulle lastre fotografiche, Vincenzo fece un’importante scoperta: ritrovò la cometa di Faye scomparsa nel sistema solare nel 1903.

Nel corso della sua vita Vincenzo fu socio dell’Accademia Pontificia di Scienze, fu membro della Commissione Geodetica italiana, fu professore onorario di Astronomia nella Regia Università di Roma, presidente della Società Astronomica Italiana e del Comitato di Astronomia Nazionale, vice-presidentedell’Unione Astronomica Internazionale e dell’Astronomische Gesellschaft.

Nel 1917 l’osservatorio di Collurania fu ceduto, direttamente dal Cerulli, allo Stato Italiano e al Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Morì il 30 maggio 1927 a Merate, in provincia di Como, dove si era recato per l’inaugurazione del nuovo osservatorio astronomico.

Alla sua more la città di Teramo gli intitolò l’antico corso dove ancora oggi è possibile ammirare il palazzo di famiglia, mentre lo Stato Italiano gli dedicò il cratere d’impatto sulla superficie del pianeta Marte.

Opere principali:

• Memorie su Marte, studi del 1896-1987 corredato da tre tavole, Collurania, Teramo 1898;

• Nuove osservazioni di Marte. Saggio di una interpretazione ottica delle sensazioni aeroscopiche, Unione tipografica coop., Roma 1900;

• Proposta di un catalogo stellare intieramente fondato sulla fotografia, in “Memorie della società degli Spettroscopisiti italiani”, vol. XXXVI, Roma 1907;

• Prontuari per la conversazione delle coordinate rettilinee in coordinate sferiche nelle zone astrofisiche vaticane” (1920), Memorie della Società astronomica italiana, Roma 1921;

Saggi:

• Atti della Reale Accademia dei Lincei, Tipografia Reale Accademia dei Lincei, Roma 1903;

• Astronomische Nachrichten, Berlin;

• Memorie della Società degli Spettroscopisiti italiani, Roma;

• Rivista di astronomia e scienze affini, Torino;

• Catalogo astrofisica internazionale;

• Prontuari per la retroversione delle coordinate sferiche e rettilinee nelle zone astrofisiche vaticane;

• Sull’effetto gravitazionale in “Memorie della Società Astronomia Italiana, vol. III, p.436, 1925.

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