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Francesco Ventresca, linguista, nasce nel 1872 a Introdacqua, settimo di undici figli.

A 19 anni si imbarca a Napoli per raggiungere l’America.

Durante la navigazione impara due parole di inglese: bread che era il pane e water che era l’acqua.

Appena sbarcato la sua prima spesa è l’acquisto di una grammatica inglese-italiano e una cartina stradale degli Stati Uniti, che non abbandona mai.

Da New York va ad Albany, poi a Satatoga Springs, per lavorare come operaio alle ferrovie.

Qui conosce Maria, figlia di connazionali, che nel tempo libero gli legge libri in inglese, insieme ad un ragazzo di Bugnara.

A Western Springs (Chicago), a ventun’anni si iscrive aduna scuola elementare, considerata un po’ matto dai suoi compagni di lavoro.

Supera ogni ostacolo linguistico arrivando fino all’Università.

“Saper essere istruiti fa sentire una persona forte”, soleva ripetere.

Finalmente laureato intraprende la carriera di insegnante che dura ben cinquantacinque anni, oltre ad apprendere un considerevole numero di lingue moderne e classiche.

Assunto come professionista al Dipartimento della marina e della guerra degli Stati Uniti, offre un contributo eccezionale nelle due guerre mondiali meritando varie onorificenze da parte della Difesa americana.

Nominato professore emerito di Lingue europee, ha scritto le sue memorie nel libro “Personal Reminiscenzes”

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