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Giovanni Parrozzani, chimico, nasce il 3 agosto 1844 a Isola del Gran Sasso da Raffaele, medico condotto del paese, e da Maria Antolini da Campli, e muore all’Aquila il 29 settembre 1922.

Dopo i primi studi classici eseguiti nel seminario di Penne, si trasferì a Napoli laureandosi in chimica farmaceutica.

Nel 1866 all’età di ventidue anni, partecipò al concorso per l’insegnamento della chimica nelle Scuole Universitarie di Catanzaro e dell’Aquila, vincitore di concorso scelse la cattedra abruzzese.

Giovanni nello stesso anno sposò la nobil donna Laura dei Baroni Franchi; da tale unione ebbe cinque figli che si affermarono negli studi in diverso campo.

Massimo fu ingegnere, insegnante di matematica e preside dell’Istituto Tecnico dell’Aquila;

Alberto funzionario della Banca d’Italia;

Antonio affermato chirurgo, noto per aver operato nel 1926 praticando “la prima sutura del cuore”, assassinato a Tivoli da uno squilibrato;

Alfredo docente di chimica agraria e componente del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Reggio Calabria che nel 1919 istituì, per il Ministero dell’Industria e del Commercio, la Stazione Sperimentale per le essenze e derivati agrumari;

Adelina che diventò moglie di Giovanni De Plato, Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Teramo. Nata per la chimica la insegnò per cinquant’anni nelle scuole universitarie e negli istituti tecnici di cui ebbe la presidenza dal 1879 al 1919.

Giovanni nel corso della sua vita ricoprì numerose cariche pubbliche all’Aquila (vice-sindaco, assessore alla Pubblica istruzione e dal 1885 al 1922 fu ininterrottamente consigliere comunale) e onorato sia della Corona d’Italia che di quella dell’ordine cavalleresco dei SS. Maurizio e Lazzaro di “motu proprio” del Sovrano.

Nel 1880, in ricordo della sua provenienza aristocratica-campestre, scrisse e pubblicò “Cenni intorno alla Fillossera”, un volumetto di settantadue pagine inteso ad insegnare come impedire il propagarsi del flagello dei vigneti abruzzesi indicando le cure preventive per evitare l’invasione della fillossera, un insetto che attaccava le radici dei vitigni provocandone la morte.

Nel 1886 scrisse “Ricerche chimiche sulla composizione dell’acqua solforata di Caramanico”, fece stampare “Relazione intorno alle virtù medicamentose dell’acqua medesima”, studi del dott. Finamore e nel 1888 pubblicò “Appunti di chimica farmaceutica intorno ai nuovi rimedi”.

A lui si deve l’invenzione della polvere senza fumo (cotone pirico) per le armi da guerra, come riportato sui trattati “Des Exsplosifs moderns” e “Des Exsplosifs industriels” rispettivamente di Charlon e di Daniel.

La formula di tale polvere purtroppo non ebbe la sua applicazione il dovuto appoggio nelle alte sfere governative (come del Ministero della guerra) e delle autoritĂ  militari per cui, esportata fuori dai confini della penisola, tra il 1887 e il 1888 fu annunciata come scoperta del francese Lebel.

Uomo di profonda e vasta cultura, nel 1887, Giovanni fece pubblicare “Notizie intorno al Terremoto del 2 febbraio 1703, ricavate dai manoscritti antinoriani, precedute da alcune notizie intorno agli attuali terremoti”, il resoconto degli studi e delle ricerche sul terribile terremoto aquilano.

Dal 1888 collaborò con il Ministero degli Interni ed assunse, insieme al senatore Paternò, la direzione del laboratorio tecnico per gli esplosivi; nel 1894 durante la visita aquilana di re Umberto I, Giovanni venne incoraggiato dallo stesso sovrano a continuare gli studi sugli esplosivi a base di nitrocellulosa e gli consegnò un attestato autografo.

Animato dalle parole del re, Giovanni continuò i suoi studi, senza fini speculativi ma solo per contribuire al progresso delle materie esplosive per uso di guerra, a vantaggio della Nazione.

Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) fu inviato dal Governo ad occuparsi della neutralizzazione dei gas asfissianti e il 24 luglio 1915 gli alpini aquilani, che provarono la sua polvere, gli dedicarono una pregiata pergamena.

Giovanni morì all’Aquila il 29 settembre 1922 e ricevette solenni onoranze funebri.

Ad Isola del Gran Sasso, posta sulla parete della casa natale, ancora oggi si può leggere l’epigrafe a lui dedicata dall’intera cittadinanza e dettata da Pietro Verrua nel 1965.

Le opere principali

Cenni intorno alla Fillossera pel Cav. Giovanni Parrozzani, Tipografia Vecchioni Berardino, L’Aquila 1880, p.71;

Del fulmicotone e del cotone pirico (nuovo esplodente a base di pirossilina) con un nuovo cenno intorno ai più potenti attuali esplosivi considerati sotto il punto di vista delle moderne teorie, Tipografia Vecchioni Berardino, L’Aquila 1884;

Ricerche chimiche sulla composizione dell’acqua solforata di Caramanico, seguite da una Relazione intorno alle virtù medicamentose dell’acqua medesima del dott. Finamore, Tipografia Vecchioni Berardino, L’Aquila 1886, pp.48 ss.;

Relazione sui progetti d’illuminazione elettrica dell’Aquila al Consiglio comunale pel relatore della commissione G. Parrozzani, Tipografia Vecchioni Berardino, L’Aquila 1886, pp.58 ss.;

Notizie intorno al terremoto del 2 febbraio 1703 ricavate dai manoscritti antenoriani, Tipografia Vecchioni Berardino, L’Aquila 1887, pp.16 ss.;

Appunti di chimica farmaceutica intorno ai nuovi rimedi di G. Parrozzani, Tipografia Vecchioni Berardino, L’Aquila 1888, p.152;

Considerazioni intorno alle cause possibili della esplosione della polveriera di Vigna Pia del prof. G. Parrozzani, Tipografia Vecchioni Berardino, L’Aquila 1891, pp.22 ss.;

Considerazioni e proposte sull’avaria delle cartucce militari, Tipografia Grossi, L’Aquila 1901, pp.23 ss.;

Replica intorno alla quistione delle cartucce militari avariate dopo il responso della commissione d’inchiesta, Stabilimento Tipografico della Prefettura, L’Aquila 1901, pp.23 ss.;

Gli esplosivi moderni, Tipografia Perfilia A., L’Aquila 1903;

Sulla stabilità degli esplosivi a base di sole nitrocellulose, e queste e nitroglicerina. A proposito del disastro della corazzata “Iena”. Lettera al “Giornale d’Italia”, Tipografia Perfilia A., L’Aquila 1907, pp.13 ss.;

Alcune notizie intorno ai gas asfissianti ed alle maschere e cappucci antiasfissianti, Tipografia Vecchioni Berardino, L’Aquila 1915, pp.14 ss.

Le scoperte

• Formula della polvere senza fumo (cotone pirico) per le armi da guerra.

tutti pazzi per la Civita

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