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Venanzio Santilli, politico, nasce il 14 dicembre 1915 a Raiano, e muore il 30 luglio 2007

Fondatore nel 1944 della sezione raianese del Partito d'Azione insieme ad Ermete Postiglione, nipote di Umberto, ricordava in modo vivissimo la generosità di Umberto Postiglione:

«lo ricordo tornare diverse volte a casa quasi senza vestiti, con le mutande lunghe, perché li regalava a poveri e bisognosi» ed il grande cordoglio in occasione della sua morte

«ricordo che le maestre hanno accompagnato tutti noi alunni ed alunne ad aspettare alla stazione ferroviaria l'arrivo del treno che riportava Umberto [...] C' era così tanta gente, moltissimi provenienti da fuori Raiano, che il morto era arrivato alla chiesa in piazza quando la coda del corteo stava ancora alla stazione (distanza 1 km) ; è stato il funerale più lungo che ho visto»

Nel primo anniversario della morte viene posta a Raiano,nel luogo panoramico della montagna sovrastante le gole di San Venanzio dove Umberto Postiglione era solito recarsi, una lapide commemorativa in cui si legge:

«All’ombra dei tre cipressi / che egli volle / in quest’ermo luogo / fiorito di rose / il popolo di Raiano / richiama / dai silenzi della morte / lo spirito di / Umberto Postiglione / perché / assertore del dovere / vigile e presente sempre / lo conforti ad amare / gl’ideali della vita / da lui perseguiti / per una umanità migliore ».

Da allora questa località verrà chiamata col toponimo "Lapide di Umberto".

Lo stesso anno esce il testo di Vincenzo Marchesani In memoria di Umberto Postiglione.

Il 25 aprile 1993, in occasione del primo centenario della nascita di Umberto Postiglione, i raianesi hanno posto una nuova lapide, recante le medesime parole, in sostituzione di quella, malridotta, allora esistente (che comunque già non era più quella originaria).

Al di là dell’Oceano, il Circolo d’emancipazione sociale di Filadelfia curava nel 1939 la ristampa di Come i falchi, bozzetto sociale composto da Postiglione negli anni Dieci:

«Abbiamo creduto di fare cosa utile riordinare – sulla scorta di due copie, non sempre concordanti, trascritte dal supposto manoscritto originale non rintracciato – il presente bozzetto sociale di Umberto Postiglione per darlo alle stampe.

Il nostro scopo è stato quello di contribuire ad arricchire lo scarso repertorio del teatro sociale d’avanguardia di un lavoretto il quale – pur senza pretese letterarie e artistiche – ha il pregio di esprimere nella semplicità della forma e nella sincerità delle situazioni che presenta, gli accenti drammatici capaci di far vibrare il nostro animo, di appassionarlo e di commuoverlo.

Infine, col curare la stampa di "Come i fanchi" – lavoro di agevole interpretazione per tutte le filodrammatiche sociali di avanguardia che lo vorranno rappresentare – noi abbiamo voluto mettere a disposizione dei compagni nostri di ogni località un modesto, ma efficace mezzo di propaganda e diffusione delle idee emancipatrici in seno al popolo; oltre e rendere un postumo, meritato omaggio all’apprezzato militante scomparso che lo scrisse».

(L’edizione del 1939 di Come i falchi è riproposta in E. Puglielli, L’Autoeducazione del maestro. Pensiero e vita di Umberto Postiglione (1893-1924), CSL ‘Camillo Di Sciullo, Chieti’ 2006, pp. 101-115)

Caduto il fascismo, la scuola elementare e la piazza principale di Raiano vengono a lui intitolate.

Contro ogni possibile strumentalizzazione e mistificazione della sua figura, nel 1945 Ottaviano Giannangeli ne ricorda il profilo sulle colonne de «Il Sagittario», nella rubrica dedicata a ‘Le vite esemplari’ (la stessa che solo la settimana precedente ricordava anche il sindacalista anarchico sulmonese Carlo Tresca), riconsegnando così alla memoria collettiva e alla storia l'inequivocabile figura di un militante anarchico in perenne lotta contro ogni potere, qual era Umberto Postiglione:

«I raianesi, e chi, oltre il cerchio della borgata, lo ha conosciuto, non possono non ricordarlo […] Un giovane trasandato dagli occhi azzurri e dalle labbra espressive si rivolgeva alla folla con pienezza di entusiasmo e di efficacia tanto se parlasse di orientamenti politici, o se cantasse una triste ballata a forma di rondò; o se evocasse il lamento di un usignolo, o il saluto a una rondine, o il sospiro di una adolescente…» (Cfr. O. Giannangeli, Le vite esemplari. Umberto Postiglione, «Il Sagittario», Voce delle correnti di sinistra, Sulmona, 8 luglio 1945)

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