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Alfredo Luciani, poeta dialettale, nasce il 5 novembre 1887 a Pescosansonesco ed è morto a Pescara il 13 giugno 1969.

Ha frequentato la facoltà di lettere di Firenze e successivamente si è trasferito a Napoli, dove si è laureato.

Nella città partenopea ha frequentato Benedetto Croce, il quale riteneva l'allora giovane poeta una grande promessa.

Oggi Alfredo Luciani è ritenuto uno dei massimi esponenti della poesia dialettale abruzzese e lo stesso Gabriele D'Annunzio, in molte occasioni, gli ha riconosciuto i suoi grandi meriti.

E' facile trovare tra i soggetti ispiratori del poeta, luoghi e personaggi di Pescosansonesco.

Tra questi c'è il Beato Nunzio Sulprizio al quale Alfredo Luciani ha dedicato un componimento.

Questa la testimonianza di Beniamino Rosati che per più di trenta anni è stato medico ed amico di Benedetto Croce. Rispondendo ad un giornalista ....

Domanda: Come ha conosciuto Benedetto Croce?

Risposta: "..... Attraverso un giovane studente di lettere, poeta dialettale abruzzese, Alfredo Luciani, che a sua volta aveva conosciuto Croce il quale insieme al Soprintendente visitava il tempio di San Clemente a Casauria, che andava in rovina ed ora è restaurato.

Alfredo Luciani - il poeta - lesse alcune sue liriche che furono apprezzate e lodate da Croce.

Successivamente, era l'autunno del 1910 quando il poeta - essendosi unito con una contadinella del suo paese, Pescosansonesco - fu cacciato di casa dal padre e non avendo mezzi di sussistenza piombò a Napoli e si adattò nella mia abitazione.

Al poeta non rimaneva che presentare la tesi di laurea. Tesi sulla lingua e il dialetto che il professore Torraca rifiutò.

Luciani pensò di ricorrere a Croce per essere aiutato a non perdere la sessione di esami e così una sera ci recammo a Palazzo Filomarino.

Croce, letto il titolo senza sfogliare una pagina, disse secco che la tesi non andava per Torraca e consigliò di stenderne un'altra sugli scritti del marchese Cappelli, umanista abruzzese, avvertendo che occorreva imbottire la tesi con qualche autografo e qualche fotografia, documenti molto apprezzati da Torraca.

Così, all'inizio di tanto in tanto, ebbi occasione di portargli qualche lirica e notizia della tesi, che fu varata alla sessione successiva ........" così Vincenzo Geraci nel 1922 descrive Alfredo Luciani.

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