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Eugenio Michitelli, architetto, ingegnere, nasce il 14 gennaio 1771 a Teramo, e muore a  Napoli, 22 gennaio 1826

Figlio di Giovan Nicola e di Francesca Salvatori, appartenente a una delle pi√Ļ antiche famiglie teramane che fu tra le 48 che governarono la citt√† al tempo dell'oligarchia.

Nipote di Francesco Michitelli

Iniziò presto gli studi del disegno e delle belle arti e frequentò diciassettenne il circolo culturale di idee illuministe.

Si trasferì a Napoli nel 1791, per frequentare gli studi di architettura che già nel 1794 aveva completato.

Torna a Teramo per iniziare l'attività professionale.

Tra i suoi primi incarichi si occupa del Gran Sasso, sia per un'indagine geologica che per la sua misurazione e rappresentazione.

Fu infatti al seguito di Orazio Delfico durante la salita alla vetta del Corno Grande compiuta dal nobile teramano; sono sue le tavole disegnate a corredo del volumetto che Delfico pubblicò per dare conto della sua impresa.

Nel settembre 1799 è costretto a fuggire nella limitrofa regione della Marca, oltre il confine del Regno Borbonico perché accusato di essersi schierato, insieme ai fratelli Biagio e Gaetano, a favore dei francesi che stavano per occupare il Regno.

Quando i francesi occupano Teramo, Michitelli può rientrare nella propria città natale.

Con il rientro al potere dei Borboni, pur se deciso era stato il suo appoggio ai francesi, il suo nome non viene inserito nella lista dei colpevoli per reati contro lo Stato.

Nel 1802 ottiene la qualifica di Regio Architetto ed Ingegnere.

Quando, nel 1806 i francesi rientrano in Italia, ottiene l'impiego nella nuova amministrazione con la nomina di Regio Ingegnere aggiunto nel dipartimento del Nord, prima Ispezione, sul territorio che comprendeva i tre Abruzzi, per il nuovo "Servizio di Ponti e Strade" appena istituito da Giuseppe Bonaparte con Regio Decreto del 31 marzo 1806.

Anche il concittadino, l'ing. Carlo Forti, venne inserito nel dipartimento del Nord e prima Ispezione della neonata struttura tecnica.

Già l'anno successivo, nel 1807, in previsione di una visita ai territori abruzzesi di Giuseppe Bonaparte furono iniziati gli urgenti e necessari lavori di sistemazione delle infrastrutture.

In Italia e particolarmente nel Regno di Napoli ai primi dell'800 la viabilità era quasi inesistente e risalente addirittura all'epoca dei Romani.

Il Re Giuseppe Bonaparte, giunto a Teramo il 21 maggio 1807 manifesta soddisfazione per lo stato trovato nelle strade.

L'incoraggiamento e la promessa di tornare presto a far visita ai territori incoraggiò i Comuni a procedere nel miglioramento della viabilità.

Michitelli e Forti furono in prima linea nell'impegno tecnico di rendere rotabili le strade.

Michitelli ebbe l'incarico di progettare e dirigere i lavori per la nuova strada Chieti-Popoli, viabilità necessaria per favorire il collegamento con Napoli, affiancando là dove possibile il vecchio tracciato consolare romano.

L'incarico prevedeva anche il collegamento di questa arteria con Teramo per mezzo di una opportuna strada.

Con Regio Decreto del 18 novembre 1808, il nuovo re Gioacchino Murat fonda il Corpo Reale degli Ingegneri di Ponti e Strade e Michitelli, con il titolo di Ingegnere aggiunto, far√† parte anche di questa nuova struttura tecnica dove l'ingegnere Carlo Forti, pi√Ļ anziano del Michitelli, viene nominato Ingegnere Capo.

Spesso i ruoli del Forti e del Michitelli non sono ben distinti; entrambi dirigono lavori anche distintamente.

Per provvedere alla formazione dei nuovi ingegneri viene istituito, con Decreto del 4 marzo 1811 a firma del Murat, la nuova Scuola di Applicazione di Ponti e Strade.

Le materie insegnate sono Chimica, Scienze fisiche, Costruzioni, Scienza delle Costruzioni, Meccanica applicata, Geometria descrittiva, Architettura civile, Disegno, Geodesia, Agronomia, Mineralogia, Botanica ed alcune altre.

Michitelli non deve frequentare la nuova scuola in quanto già conosce le materie.

Nei primi anni di attività dell'istituito Corpo degli Ingegneri di Ponti e Strade le figure dell'Architetto e dell'Ingegnere si confondono.

A Chieti Michitelli progetta il Teatro comunale, l'attuale Marrucino, ricostruito sulla vecchia Chiesa sconsacrata dei Gesuiti dedicata a Sant'Ignazio e inaugurato nel 1818.

A Lanciano progetta la facciata della cattedrale e del camposanto.

Il 21 giugno 1811 ottiene la promozione a Ingegnere ordinario di 1ª classe (sempre sotto le direttive di Carlo Forti) e gli viene assegnato provvisoriamente il Dipartimento dell'Abruzzo Citeriore.

Deve occuparsi di tutte le opere pubbliche direttamente o per mezzo degli ingegneri alle proprie dipendenze.

Raggiunge la carica di Ingegnere Capo (la massima per un ingegnere che esercita la professione) a seguito del Regio del 22 ottobre 1818 che uniforma le figure dell'Ingegnere Ordinario di 1ª Classe dipartimentale.

Non può però accettare incarichi fuori dei confini territoriali del proprio dipartimento senza preventiva autorizzazione del Ministro.

Michitelli ha alle sue dipendenze anche altri ingegneri.

Con la crisi economica e le carestie seguite alla Restaurazione borbonica, si cerca di ridurre le spese.

Viene abolito il Corpo di Ponti e Strade e la Scuola di applicazione.

Viene istituita la Direzione Generale di Ponti e Strade e Michitelli ne farà parte come Ingegnere di 1ª classe, con l'incarico di direttore delle opere pubbliche provinciali per l'Abruzzo Citeriore.

Non ha colleghi alle sue dipendenze per lo svolgimento del servizio.

Può però accettare altri incarichi esterni.

Riprende l'attività di architetto nella città di Lanciano.

Nel febbraio 1823 ha la nomina di ingegnere nella commissione nella Provincia dell'Abruzzo Citeriore.

Nel 1824, ottenuta una promozione, si trasferisce a Napoli per svolgere l'incarico di ingegnere nella Commissione delle opere di conto regio della Direzione di Ponti e Strade.

Muore nel 1826, all'età di 55 anni.

Tra le opere di Eugenio Michitelli che maggiormente hanno messo in luce qualità di architetto non facili da esprimere in quel difficile periodo, sono da annoverare la cattedrale di Santa Maria del Ponte di Lanciano e il Teatro Comunale di Chieti.

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