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Silvino Olivieri, patriota, nasce il 21 gennaio 1829 a Caramanico Terme, e muore a Bahia Blanca, in Argentina, il 28 settembre 1856.

Figlio di Raffaele e di Pulcheria Crognale.

Spirito liberale, partecipa con entusiasmo alle dispute politiche intorno all’idea risorgimentale.

Partecipa con altri volontari alla insurrezione del 31 gennaio 1848 a Napoli.

Deve fuggire e riparare a Parigi, per poi partecipare con il generale Trombriand, alla difesa della rivoluzione siciliana.

Al fallimento dell’ennesimo progetto, vive fra Inghilterra, Francia e Germania, aiutando tutti i rifugiati italiani in ristrettezze economiche.

Alla fine del 1851, insieme al fratello Fileno, abbandona l’Europa per l’Argentina, creando un gruppo di volontari italiani per guidarlo contro gli insorti del governo legale.

La Legione combatte con valore da meritarsi un Encomio d’Onore e l’appellativo di “Legion Valiente”.

Nel 1853 torna in Europa per rispondere alle nuove rivolte risorgimentali.

A Roma viene arrestato dalla polizia pontificia, malgrado fosse cittadino argentino.

Dopo un intenso lavorio diplomatico, viene espulso dal territorio pontificio e torna in Argentina.

Ottiene dal governo il permesso di instaurare una colonia agricola a Bahia Bianca.

Il successo dell’iniziativa però non piace ad alcuni esponenti politici per cui, durante una sommossa, viene ucciso.

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