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Ettore Croce, uomo politico, nasce il 6 maggio 1866 a Rocca San Giovanni dove muore il 29 novembre 1956.

Figlio del patriota carbonaro Giustino, studiò ingegneria a Roma prima di trasferirsi all'università di Napoli ove frequentò gli ambienti repubblicani, socialisti ed anarchici.

Assieme ad Arturo Labriola partì nel 1897 a combattere volontario contro l'occupazione turca di Creta.

Nel 1898 fu condannato al domicilio coatto nell'isola di Lipari per circa due anni.

Tornato negli Abruzzi, militò in seguito nei ranghi del sindacalismo rivoluzionario occupandosi parallelamente di una casa editrice militante.

Nel primo dopoguerra militò fra i socialisti massimalisti dell'Emilia difendendo a livello nazionale, durante il congresso del Psi nel 1919, una mozione presentata dall'ex sindacalista Enrico Leone che preconizzava la creazione dei soviet in Italia.

Fu eletto al Parlamento nazionale nel collegio di Ravenna nel 1919 e di Bologna nel 1921.

Ettore Croce aderì al PCI fin dalla sua fondazione e fu sempre considerato il decano dei comunisti abruzzesi.

Docente di matematica dovette lasciare l'insegnamento a causa delle persecuzioni fasciste.

Si recò in esilio in Francia, ove rimase fino al 1940, quando rientrò in Abruzzo, riunendo attorno a se un gruppo di giovani discepoli, tra cui Mario Bellisario.

Alla fine degli eventi bellici, rifiutò altre candidature in Parlamento, malgrado le insistenze del proprio partito.

tutti pazzi per la Civita

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