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Giuseppe Pasquali, militare, nasce  l’ 11 marzo 1898 all’Aquila, e muore in  Africa settentrionale il  26 novembre 1941.

Pluridecorato ufficiale d'artiglieria del Regio Esercito, prese parte alla guerra civile spagnola e successivamente alla seconda guerra mondiale.

Decorato con la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Nato all'Aquila l'11 marzo 1898 figlio di Giovanni, di professione dipendente pubblico, e Guglielmina Baldini.

Dopo la fine della prima guerra mondiale si arruolò volontario nelRegio Esercito, divenendo sottotenente in servizio permanente effettivo (S.P.E.).

Prestò servizio in numerosi reggimenti d'artiglieria nel nord Italia, e nel 1937 partì volontario per combattere nella guerra civile spagnola.

Partecipò a numerosi combattimenti alla testa del I gruppo misto di obici da 100/17 del Corpo Truppe Volontarie, venendo decorato con treCroci di guerra al valor militare.

Dopo l'entrata in guerra del Regno d'Italia, il 10 giugno 1940, combatte sul fronte greco venendo poi trasferito in Africa settentrionale.

In forza al 24° Ragruppamento artiglieria dicorpo d'armata prende parte ai combattimenti in Marmarica a partire dal 18 novembre 1941.

Il 26 novembre dello stesso anno cadde in combattimento  contro le forze dell'8ª Armata inglese del generale Claude Auchinleck, mentre comandava una batteriacampale da 105/28.

Fu decorato con concessione la Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare

«Comandante di un gruppo da 105/28, pur attraverso le difficoltà di un lungo periodo operativo, faceva della sua unità un perfetto strumento di guerra.

Assegnato ad una divisione corazzata operante nel deserto, in quaranta giorni di dure e continue lotte, compiva prodigi di valore militare, dando fulgidissimo esempio ai suoi artiglieri di indomito spirito guerriero e di forza di volontà superiori ad ogni evento.

I potenti e ripetuti attacchi nemici trovavano sempre la strada sbarrata dal preciso tiro dei suoi pezzi e dalle baionette dei suoi artiglieri. Sempre impiegato nelle posizioni più avanzate, sempre il primo ad iniziare e l’ultimo a cessare il fuoco, ridottosi il gruppo a soli tre pezzi formava con i superstiti un’unica batteria e continuava le operazioni imponendosi all’ammirazione dello stesso nemico.

Gravemente colpito ad una gamba da mitragliamento aereo, sopportava stoicamente in due giorni ripetute amputazioni e, conscio della prossima fine, si curava solo dei soldati distribuendo loro per ricordo i propri oggetti personali. Chiudeva così, in perfetta coscienza e con spirito elevatissimo, la sua dura vita di prode combattente tutta dedicata all’Esercito ed alla Patria.»

— Marmarica (A.S.), 18 novembre - 26 dicembre 1941.

— Decreto Luogotenenziale dell'8 febbraio 1945

Croce di guerra al valor militare alla memoria

«In sette mesi di campagna, dette continue prove di ardimento. Durante l'azione di Santander, all'osservatorio di Monte Mazza, battuto dall'artiglieria nemica, per meglio osservare il tiro della sua batteria, usciva allo scoperto e ne continuava serenamente l'aggiustamento, dando prova di sprezzo del pericolo.»

— Guadalajara-Bilbao-Santander, 7 marzo-25 agosto 1937.

Croce di guerra al valor militare alla memoria

«Comandante di batteria, già distintosi in precedenti azioni per esemplare serenità e sprezzo del pericolo, mentre i pezzi erano fatti segno da ripetuti tiri di artiglieria nemica, si portava sullo schieramento per esercitare più direttamente il comando.

Verificatosi a causa del fuoco avversario, lincandio di un autocarro vicino, carico di munizioni, ed essendosi determinata una formidabile esplosione con conseguneti numerose vittime, egli con l'esempio, sapeva trasfondere nei suoi dipendenti calma, serenità e coraggio tali da poter proseguire l'azione di fuoco con immutata cadenza ed efficacia.»

— Venta Reixa, 9 aprile 1938.

Croce di guerra al valor militare alla memoria

«Ardito comandante di batteria, schierava il gruppo sotto violento tiro dell'artiglieria avversaria, assicurando così il rapido ed efficace intervendo delle batterie. Già segnalatosi in precedenti combattimenti.»

— Useras, 10 giugno 1938.

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