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Dominick PetrellaDominick “The Gap” Petrella, uomo di “Cosa Nostra”, era abruzzese.

Nasce il 1° aprile 1900 in un piccolo paese in provincia dell’Aquila, e muore assassinato a New Yotk il 9 dicembre 1953

di Geremia Mancini*

Il suo vero nome era Domenico Antonio Francesco  Petrella.

Arrivato giovanissimo negli stati Uniti Domenico Antonio Francesco Petrella, si dedicò ad ogni tipo di mestiere.

La sua voglia di riscatto e la sua voglia di arrivare erano smisurate.

La sua bassa statura e il suo essere un isolato abruzzese lo misero, da subito, in difficoltà con gli altri giovanotti  italo-americani.

Questi lo respingevano dedicandogli ogni tipo di sopruso ed offesa.

Fu così che un giorno, il giovane Petrella, maturò la convinzione di mettere fine a questa storia.

All’ennesima provocazione decise di affrontare la piccola banda costituita da sei giovani tutti più grandi di lui.

Nella violentissima rissa Domenico perse due denti anteriori (da qui il soprannome “The Gap”) ma agli altri andò decisamente molto peggio.

Da quel giorno nessuno più si permise  di mancargli di rispetto.

L’episodio, purtroppo,  gli fece guadagnare l’attenzione di un boss locale che lo volle al suo fianco.

Questo significò da subito più soldi, vita agiata ma anche il dover delinquere ed entrare in “Cosa Nostra”.

Vita questa alla quale Domenico non seppe mai più rinunciare.

Come conseguenza delle sue azioni incappò, inevitabilmente, nelle maglie della giustizia fino a conoscere anche la carcerazione, per due anni, nel carcere di Sing Sing.

Quando ne uscì la sua fama di uomo coraggioso e spietato era notevolmente accresciuta.

Fu allora che il “capofamiglia” corleonese Gaetano Reina lo volle come autista e “guardiaspalle” personale.

Erano gli anni gli anni ’30 ed era in corso una feroce battaglia tra le diverse bande criminali: la cosiddetta “guerra Castellammarese”.

Una “guerra” che lascerà una triste striscia di sangue con centinaia di morti e tra questi proprio Gaetano Reina. Il posto di quest’ultimo verrà preso da Joseph Pinzolo che a sua volta verrà giustiziato pochi mesi dopo.

Il killer neanche a dirlo sarà proprio lui: Dominick “The Gap”Petrilli (questo diverrà il cognome che lo accompagnerà fino alla morte).

La sua scalata ai vertici della mafia americana lo porterà a collaborare e conoscere tutti i più grandi boss del suo tempo: Giuseppe Masseria, Salvatore Maranzano, Vito Genovese, Al Capone, Albert Anastasia e Lucky Luciano.

Successivamente si legherà alla “famiglia” Lucchese.

Attorno a lui intanto nasceva, azione dopo azione, anche la triste leggenda “dell’infallibile”.  Non mancheranno, naturalmente, altri guai giudiziari per “The Gap” legati anche al controllo del mercato della droga. Alla fine degli anni ’40 verrà rimpatriato in Italia e su questo rientro pesa il sospetto di una sua presunta collaborazione con l’FBI. Per questa, solo presunta collaborazione, sarà emessa, da parte della mafia, una ben precisa ed esemplare condanna a morte.

Ma a “The Gap” la vita in Italia non si confà e allora, nonostante tutto,  decide di rientrare negli Stati Uniti.

Quest’ultima scelta gli sarà fatale. Il 9 dicembre del 1953, mentre bene un whisky in un bar del Bronx a New York, tre killer lo uccidono crivellano di colpi.

Finisce così l’avventurosa e criminale esistenza di “The Gap”.

Va ricordato che suo fedele e sincero amico fu quel Joseph “Joe” Valachi che, anni dopo la morte di “The Gap”, collaborando con l’F.B.I.  svelerà ogni più recondito segreto dell’organizzazione mafiosa americana.

Così quando nel 1972 uscì il film “JoeValachi … I segreti di Cosa Nostra” il regista Terence Yong non potè non inserire la figura di Dominick “The Gap” Petrilli la cui parte venne interpretata dall’indimenticabile Walter Chiari.

* Presidente onorario Associazione culturale “Ambasciatori della fame”

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