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Carino GambacortaCarino Gambacorta, storico, politico, nasce il  10 maggio 1912 a Poggio San Vittorino, una frazione del comune di Teramo, e muore a Teramo il 15 dicembre 1993.

Nato da una famiglia di agricoltori, interruppe gli studi in giovane età per impiegarsi nell’Osservatorio astronomico di Collurania con la speranza di diventarne tecnico, ma fu dissuaso dal direttore Luigi Taffara che lo convinse a riprendere gli studi osservando nel giovane grandi potenzialità.

Si iscrisse all’Istituto Magistrale di Teramo, conseguendo il Diploma di Abilitazione nel 1938 in Vigilanza Scolastica con Giuseppe Lombardo Radice.

Riuscì a soddisfare il desiderio di iscriversi all'università e, tra il 1935 e il 1938, con sacrificio si mantenne agli studi alternandoli con il servizio nel Convitto Nazionale di Teramo e nelle Scuole Elementari e di Avviamento Professionale di Civitella del Tronto.

Nel 1939 si laureò in Belle Lettere nella Facoltà del Magistero di Roma con Pietro Silva, discutendo una tesi su Civitella del Tronto, che più avanti si rivelerà un argomento che lo appassionerà molto e al quale dedicherà ulteriori studi e pubblicazioni.

Partecipò alla seconda guerra mondiale come Ufficiale di Complemento con il grado di Sottotenente, dopo aver svolto il Corso Allievi Ufficiali a Fano, e come Comandante dell’Ufficio Disciplina a Barletta.

Qui fu catturato dall’esercito tedesco nel settembre 1943, sette mesi dopo essersi sposato con Carmelina Di Giuseppe Cafà.

Fu deportato in Polonia e in Germania e liberato dopo due anni di dura prigionia dalle truppe americane, riuscendo a tornare in patria il 2 luglio 1945.

In quel periodo ebbe modo di scrivere i diari di guerra, piccoli quaderni inediti che descrivono una disperante quotidianità di dolore, mortificazione e stenti.

Durante la permanenza nei campi di internamento era stato sottoposto ad un trattamento particolarmente severo a causa del rifiuto di privarsi dei gradi di Ufficiale dell’Esercito Italiano e di aderire alla Repubblica di Salò, cosa che gli avrebbe comportato il beneficio dell’immediato rientro in patria.

Al ritorno dalla guerra, duramente provato nel fisico, fu costretto a rimanere per circa un anno a letto: ciò gli valse la Croce al Merito per l’internamento in Germania (nel 1953) e la nomina a Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra (nel 1973), carica che conservò per il resto della vita.

Vincitore di concorso, tra il 1950 e il 1962 ricoprì l'incarico di Direttore didattico a Campli e a Teramo; dal 1962 al 1976 fu Ispettore Scolastico.

Per una Legislatura fu Assessore alla Pubblica Istruzione e Vice Sindaco al Comune di Teramo (1951, Sindaco Alfredo Biocca).

Nel 1949 fu nominato Presidente della ACLI e nel 1952 Presidente del Patronato; nel 1955 ebbe il titolo di Commendatore per Decreto del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.

Fu Sindaco di Teramo per tre legislature, con la Democrazia Cristiana dal 1956 al 1969.

Da primo cittadino diede nuova vita alla rivista “Teramo” (1959) edita dal comune, diretta personalmente per un decennio, durante il quale il periodico si propose come servizio informativo per la collettività teramana (la rivista era stata in precedenza pubblicata nel periodo tra il 1932 e il 1941).

Nel 1958 ebbe la nomina a Cavaliere Grand’Ufficiale dell’Ordine di Sant’Agata da parte del Consiglio Grande e Generale della Serenissima Repubblica di San Marino.

Sempre come Sindaco ideò e realizzò il Giugno Teramano (1959), un rassegna culturale che fra l’altro diede origine alla Fiera dell’Agricoltura (già Fiera di Teramo) e al Premio Teramo per un racconto inedito.

Ma durante il suo andato da Sindaco fu assai controversa la sua decisione di abbattere nel 1959 il Teatro Comunale di Teramo definito la "Piccola Scala" a cui il primo cittadino, motivando la decisione con uno stato di abbandono e fatiscienza, con un piccone arrecò materialmente la prima plateale picconata all'edificio per costruirvi invece un più modesto cineteatro e adibirvi gran parte degli spazi a esercizio commerciale, privatizzando quindi un'area pubblica comune, per la catena di grandi magazzini "Standa" (e in seguito Oviesse).

La decisione fortemente voluta da Gambacorta, che aveva minacciato pubblicamente le sue immediate dimissioni da Sindaco e della intera Giunta in caso di diniego, vide tuttavia un appoggio quasi unanime dell'intero Consiglio Comunale (23 consiglieri favorevoli e soltanto 2 contrari su 25) all'abbattimento definitivo e della stessa opinione pubblica teramana con poche e isolate voci di dissenso in favore del vecchio teatro ottocentesco inaugurato nel 1868 quasi un secolo prima.

Nel 1960 divenne Deputato della Storia Patria nella Deputazione degli Abruzzi.

Nel 1969 ebbe la nomina di Presidente della Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, carica che mantenne sino al 1981 e per accettare la quale lasciò il Comune.

Come Presidente della Cassa di Risparmio volle introdurre innovazioni anche nella politica culturale: fondò e diresse la rivista “La Voce Pretuziana” (1971-1982, cui collaborarono, fra i molti, Luigi Baldacci e Mario Pomilio, oltre ai più giovani Gianni Gaspari, Renato Minore e Paola Sorge); promosse la pubblicazione e la ristampa di numerose opere di valore storico, scientifico e letterario (fra cui le Memorie storiche della Repubblica di San Marino di Melchiorre Delfico, i cinque volumi della Storia della Città e Diocesi di Teramo di Niccola Palma - del cui Comitato di Redazione fu Presidente - e i due volumi della Storia della Provincia di Teramo dalle origini al 1922 di Clemente Cappelli e Rino Faranda).

Ideò la collana degli “Statuti dei Comuni della Provincia di Teramo” (ove, fra gli altri, videro la luce quelli di Ancarano, Atri, Campli, Castiglione della Valle, Teramo) e inaugurò l’ormai consolidata tradizione dei Calendari Tercas.

Dal 1988 fu Presidente del Comitato per le Onoranze a Giannina Milli.

Nel 1980 creò a Teramo il Mediocredito Regionale Abruzzese, istituto bancario di cui fu Presidente sino al 1990.

Diede un impulso decisivo alla realizzazione dell’autostrada Teramo-Roma e alla creazione dell’Università degli Studi di Teramo.

Ebbe altre cariche: Presidente del Consiglio Provinciale Scolastico nella prima attuazione dei Decreti delegati; Presidente del Consorzio Universitario Provinciale di Teramo; Presidente del Consorzio Universitario Interprovinciale (Chieti, Pescara, Teramo) fino alla statizzazione della D’Annunzio; Presidente del Comitato Finanziario del Congresso Eucaristico Diocesano.

Nel 1966 e nel 1972 vide assegnarsi il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ottenne inoltre la Medaglia d’Argento per l’Opera svolta a favore della Scuola (1955) e la Medaglia di Bronzo dei Benemeriti della Cultura e dell’Arte (1958).

Il 25 luglio 1992 il Comune di Civitella del Tronto gli conferì la Cittadinanza onoraria come riconoscimento per l’Alta Opera di Ricerca Storica.

A Carino Gambacorta, il 21 ottobre 2006, è stato intitolato il viale centrale dei Tigli (ossia i giardini in Viale Mazzini).

Nello stesso viale, il 31 luglio 2009 è stata installato un busto bronzeo a lui dedicato, insieme a quello di altri personaggi illustri della Provincia di Teramo.

A Gambacorta è intitolata anche la sala espositiva della Banca di Teramo.

tutti pazzi per la Civita