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Vincenzo Tobia Nicola Bellini, compositore, nasce il 12 maggio 1744 a Torricella Peligna, e muore a Catania l’8 giugno 1829.

E’ detto anche Vincenzo Bellini senior o Vincenzo Tobia per distinguerlo dal nipote, è stato attivo prevalentemente nel Mezzogiorno e in Sicilia tra il XVIII e il XIX secolo.

Nato da Rosario, probabilmente un bracciante agricolo abruzzese proprietario di un piccolo appezzamento di terreno, e da Francesca Mancini, Vincenzo Tobia eredita la passione per la musica dal padre, violinista dilettante, che gli avrebbe fatto da maestro per i primi quindici anni o, secondo altri, studiò presso un tal canonico Ricciardi.

A prezzo di notevoli sacrifici, comunque, il giovane Vincenzo Tobia fu inviato in un conservatorio musicale di Napoli.

Iscritto il 13 ottobre 1755 nel Conservatorio di Sant'Onofrio a Porta Capuana, dove studiò per dieci anni, ebbe tra i suoi maestri Carlo Cotumacci e forse Nicola Porpora nel suo periodo napoletano (1760-1761), è inattendibile quanto affermato da Francesco Florimo, invece, riguardo l'aver studiato nel conservatorio della Pietà dei Turchini con i maestri Niccolò Jommelli e Niccolò Piccinni.

Nel 1765 ottiene il titolo di maestrino del conservatorio e appare autore di Isacco, figura del Redentore, su testo di Pietro Metastasio, verosimilmente il suo saggio finale di studi.

Negli anni 1767-1768 è in Sicilia, dove ottiene il titolo di maestro di cappella in Petralia Sottana.

Di questo periodo ci sono pervenute le Dodici toccate per cembalo pubblicate da Roberto Pagano.

Nello stesso periodo viene scritturato dal principe Ignazio Paternò Castello per il quale è maestro di cappella, nonché insegnante di musica per il nipote Roberto con un vitalizio di compensa, e si trasferisce definitivamente a Catania dove passerà il resto della sua vita componendo musica sacra e ricoprendo il ruolo di organista per diverse chiese della città.

A Catania conosce e sposa nel 28 novembre1769 Michelina Burzì dalla quale ebbe cinque figli.

Il primogenito Rosario, nato nel 1776 e compositore minore, sarà a sua volta padre di Vincenzo Salvatore.

Prolifico nella sua fase catanese, operò anche a Misterbianco presso il Sacro collegio di Maria, compose musiche per solenni ricorrenze religiose come ad esempio il Giosuè vittorioso sopra i cinque re di Cananea in occasione della festa di Sant'Agata del 1772, impartiva lezioni nei collegi o presso famiglie private, organizzò accademie pubbliche, raggiunse un notevole successo e ottenne anche il titolo di maestro di cappella presso i Benedettini.

Rimase vedovo intorno al 1795 e si risposò il 24 settembre dell'anno seguente con tal Mattea Cognata.

Dal 1815-1816 ospitò nella sua casa in via Santa Barbara il suo omonimo nipote per circa tre anni, iniziandolo allo studio dei partimenti e del contrappunto, fino all'ottenimento della borsa di studio del giovane Vincenzo il 5 maggio 1819 che gli avrebbe valso il mantenimento al conservatorio di Napoli.

Vincenzo Tobia Bellini si spense all'età di 85 anni l'8 giugno 1829

Padre di tre figli e di due figlie, solo Rosario, il figlio maggiore, gli diede dei nipoti artisti.

Il primo, com'è noto, fu Vincenzo Salvatore, gli altri due furono Carmelo e Mario, anch'essi come Rosario e Vincenzo Salvatore gli furono allievi.

Carmelo (Catania, 9 maggio 1803 - Catania, 28 settembre 1884) fu rinomato direttore di orchestra, in particolare per le messe funebri, maestro di musica presso l'Ospizio di beneficenza e insegnante privato.

Mario, nato nel1810 fu maestro di cappella, di pianoforte e organista della Cattedrale di Sant'Agata; sposatosi con Giovanna Chiarenza, fece nascere l'ultimo dei Bellini, Vincenzino, anch'egli musicista, ma di bassissimo profilo, morto giovane nella notte del 5 febbraio del 1885.

Dal figlio Carlo avrà per nipote Pasquale, che troviamo quale mittente di una supplica indirizzata al Principe di Biscari, per ottenere un posto quale segretario nel 1840, in virtù dell'amicizia tra le due famiglie.

La produzione di Vincenzo Tobia Bellini fu prevalentemente di opere sacre, destinate alle maggiori chiese del comprensorio catanese e di Petralia Sottana.