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Giuseppe Savini, linguista, nasce il 26 luglio 1848 a Teramo, dove muore il 12 dicembre 1904.

E’ stato un linguista italiano, fu tra i primi a studiare in modo sistematico il dialetto teramano.

Appartenente a una delle famiglie più ricche d'Abruzzo, si formò con insegnanti privati e non conseguì mai titoli di studio ufficiali.

Seguì in questo le orme del fratello maggiore, lo storico Francesco, con il quale condivise l'amore per lo studio della cultura abruzzese e teramana in particolare.

I suoi lavori sul dialetto teramano, usciti a partire dal 1879, aprirono un settore di studio fino allora assolutamente inesplorato.

Il volume sulla grammatica e sul lessico (1881) contiene una "Cicalata" introduttiva, come l'autore stesso volle intitolarla, nella quale Savini passò in rassegna i documenti storici e nel contempo gli scrittori più significativi per lo studio del dialetto locale.

In margine, Giuseppe Savini si occupò della raccolta sistematica dei Canti del popolo teramano e di tutta una serie di tradizioni, usi e costumi che senza il suo intervento sarebbero andati irrimediabilmente perduti.

Dotato di spirito arguto non risulta aver pubblicato componimenti poetici.

Si sperimentò invece nel difficile compito di traduttore, dal latino al teramano, della commedia I Captivi, di Plauto (1884).

È indubbia l'influenza esercitata sui suoi contemporanei.

Fu infatti subito dopo la pubblicazione dei suoi primi lavori, che iniziarono la loro produzione dialettale poeti come Luigi Brigiotti, Filippo Dottorelli e lo stesso Fedele Romani che, oltre alle raccolte di ottave e sonetti, pubblicò in quegli anni lo studio sugli Abruzzesismi.

Fu cattolico di stampo conservatore e legato alla destra storica.

Nel 1886 concorse alla nascita della "Rivista abruzzese di scienze, lettere ed arti", dalla quale si distaccò quando la propria coscienza politica e religiosa entrò in conflitto con la cultura laica e massonica degli altri fondatori, Vittorio Savorini ed Eugenio Cerulli, e di altri redattori, come Orazio Albi.

Proprietario, con il fratello Francesco, di un vastissimo latifondo, si occupò professionalmente di agronomia e pubblicò studi sulla mezzadria e sulle condizioni economiche della provincia.

Partecipò alla vita sociale e politica della città di Teramo.

Fu consigliere e assessore comunale, nonché presidente della Commissione Bilancio.

Per diversi anni rivestì il ruolo di presidente della locale Banca popolare.

Si impegnò in modo particolare come presidente del Comitato organizzatore dell'Esposizione provinciale operaia del 1888, una iniziativa che rappresentò un momento fondamentale per la crescita economica e culturale della provincia aprutina.

Fu anche tra i principali fondatori della Società filarmonica "La Cetra", che nel tempo divenne Liceo Musicale. Morì improvvisamente nel 1904, all'età di 56 anni.

tutti pazzi per la Civita

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