Pin It

Angelo Marozzi, funzionario provinciale, nasce il 24 ottobre 1862 a Teramo dove muore il 16 agosto 1916.

Nasce da famiglia altamente patriottica e assai stimata.

Giovinetto di appena 18 anni, compiuti i primi studi, volle darsi alla carriera militare, e ben presto per le prove luminose che fornì di attitudine e disciplina raggiunse il grado di tenente nel 63° Regg. Fanteria.

Per motivi di famiglia abbandonò la milizia; nel 1883, tornato a Teramo inizia come straordinario ed in rimpiazzo di suo padre, il venerando, fu adibito per un biennio come Ufficiale d'ordine della Segreteria dell'Amministrazione della Provincia.

E stante che, come emerge da analoghe deliberazioni, l'Amministrazione ne constatò la piena idoneità e la irreprensibile condotta, lo nominò effettivo, entrando così egli a far parte della famiglia dei funzionari della Provincia.

In seguito, in considerazione sempre delle sue attitudini e dei suoi precedenti, fu nominato anche Archivista, e quindi, a norma del regolamento organico, adibito altresì a lavori di ordine e di concetto.

Come il Marozzi si comportasse nel disimpegno delle mansioni affidategli lo dicono solenni deliberati, ove si attestano la sua costante diligenza, il suo encomiabile zelo, l'ottimo servizio sempre prestato; ed in più rincontri ebbero gli amministratori a manifestargli tutta la loro soddisfazione.

I suoi Capi di Ufficio lo ebbero, per tali sue doti, carissimo: anzi lo predilessero in modo particolare.

Né d'altronde la condotta del Marozzi poteva dare frutti diversi: l'attaccamento alla sua funzione era tale, che mai seppe la tirannia dell'orario, mai la stanchezza del corpo e della mente.

Ben conoscendo che suo unico, imprescindibile dovere era quello di rispondere alla fiducia degli Amministratori e del suo Capo con il lavoro diuturno ed indefesso, volle sempre tenersi lontano da quelle pubbliche cariche che tante volte gli vennero offerte, e che altri, non del suo ingegno e delle sue attitudini, facilmente ricoprono.

Questo l'impiegato, da additarsi veramente a modello, impiegato non agevolmente sostituibile in Amministrazione di importanza non comune.

Che dire dell'uomo? Pochi, come Angelo Marozzi, hanno avuto nelle multiformi relazioni sociali l'assoluta padronanza di sé, fondata su una rara bontà di animo, sulla sincerità degli intenti, sulla schiettezza e semplicità dei modi, sull'attaccamento più disinteressato all'amicizia.

Lo stoico motto da misantropo, dello scrittore romano - frons, oculi, vultus persaepe mentiuntur, oratio vero saepissime - aveva in Angelo Marozzi la più categorica e solenne smentita: la sua fronte, i suoi occhi, il suo volto erano invece lo specchio limpido, cristallino del suo animo che non nutriva che sentimenti di bontà e di altruismo; e dalla sua bocca mai si sprigionò l'acre ed insidiosa menzogna, ma solo la tersa espressione della dirittura del carattere e della verità, non duramente detta, ma insinuata quasi con l'espansione affettuosa di una innocente fanciulla.

Ecco perché grande era l'ascendente del Marozzi sugli amici che egli contava numerosi e qui e fuori, e che a lui ricorrevano, fidenti, per consiglio e conforto.

E forte di tale ascendente, in più rincontri insperati benefici egli loro rendeva, senza che l'amor proprio di essi ne fosse anche leggermente ferito. Ah! per te, amatissimo Angelo, non è questo quel dì della lode che la fatalità e la maestà della morte può anche giustificare; siamo qui, nel separarci da te, ad attestarti tutta la nostra ammirazione per le tue virtù impareggiabili di uomo e di funzionario; siamo qui tutti, in fascio, in coro, ad esternarti tutto il nostro cordoglio per la tua perdita immatura.

Quale necrologio migliore della mirabile epigrafe dettata dal cav. uff. Paris, sindaco della città, e dei discorsi pronunciati dal cav. uff. Candelori Tito, deputato provinciale, e dal sig. Filippo Dottorelli, compagno dell'Estinto?

Ecco l'epigrafe: — Esequie — ad — Angelo Marozzi — Di famiglia patrizia teramana — Funzionario integro solerte — Per singolare bontà di animo — E per lealtà di carattere — Fu a molti utile con le opere — A tutti con l'esempio — Nacque li 24 ottobre 1862 — Morì li 16 agosto 1910 —

Il discorso del cav. Uff. Candelori è il seguente: — Signori! Per cortese delega dell'Illustre Presidente della Deputazione Provinciale, assente, assolvo il doloroso compito di porgere l'estremo saluto alla salma di Angelo Marozzi a nome dell'Amministrazione della Provincia. Dire qui degnamente di lui da parte di questa è un preciso, indeclinabile dovere, e nell'un tempo una necessità imperiosa, anzi prepotente dell'animo.

E così mi esprimo perché, o noi guardiamo il funzionario, o noi guardiamo l'uomo, abbiamo costantemente davanti l'impeccabilità di quello, il perfetto galantomismo di questo.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna