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Ottaviano GiannangeliOttaviano Giannangeli, poeta, critico letterario, scrittore, nasce il 20 giugno 1923 a Raiano, dove vive ed opera nel quartiere Santa Maria, nella casa paterna che affaccia sul vecchio Tratturo Celano-Foggia.

Ha frequentato il Ginnasio-Liceo all'Aquila, appassionandosi agli studi classici e in special modo alla filologia.

Iscritto all'Università degli Studi di Firenze, ha avuto maestri Giorgio Pasquali e Giuseppe De Robertis.

Durante la seconda guerra mondiale interrompe gli studi e torna in Abruzzo.

Finita la guerra, ritorna agli studi e nel marzo 1947 si laurea in Lettere, con una tesi in Storia della lingua italiana, relatore Bruno Migliorini, sul Cantare aquilano di Braccio da Montone del XV secolo, poema che costituisce la più antica fonte letteraria dell'assedio dell'Aquila del 1424 ed è documento assai vivace di poesia popolare recitata nelle piazze.

Ha insegnato Lettere in varie scuole medie inferiori e superiori dell'Abruzzo dal 1947 al 1974.

In seguito professore di letteratura italiana moderna e contemporanea nella facoltà di Lingue dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti, sede di Pescara.

Appassionato cultore della musica popolare, nel 1946 è iniziatore, promotore ed animatore della Sagra delle Ciliegie di Raiano.

Nel 1957 ha fondato e co-diretto la rivista letteraria «Dimensioni. Rivista abruzzese di cultura e d'arte», e insieme a Giuseppe Rosatoha dato vita al Premio Nazionale di poesia dialettale "Lanciano - Mario Sansone".

Di particolare rilievo è il suo studio critico dell'opera poetica di Eugenio Montale.

Nel 1969 il saggio Il significante metrico in Montale apparve nella rivista Dimensioni. Come testimonia Giorgio Varanini, il poeta ligure apprezzò molto il lavoro di Giannangeli: «Accennando alla problematica inerente alla metrica delle sue poesie, [Eugenio Montale] mi dichiarò che lo scritto più acuto e valido nel merito, era dovuto a Ottaviano Giannangeli».

Nel 1970 lo stesso Montale scrisse personalmente a Giannangeli per congratularsi del suo lavoro, come testimonia la lettera autografa pubblicata nel libro Metrica e Significato in D'Annunzio e Montale (Solfanelli, Chieti, 1988).

Il poeta abruzzese ha ricevuto numerosi premi: ha vinto nel 1961 il premio Teramo per un racconto, ex aequo con Gennaro Manna; il premio di poesia Roseto con Preghiera degli esuli abruzzesi; il premio Tagliacozzo nel 1977 col saggio critico Pascoli e lo spazio e il premio Castilenti-Antonelli, nel 1988, con un racconto.

È presidente onorario del Centro studi "Vittorio Monaco".

Legatissimo alla terra d'Abruzzo ed al suo paese natale e poco incline al viaggio, ha saputo con versi delicati e sobri, sia in lingua sia in dialetto (da Preghiera degli esuli abruzzesi a Addie, addie muntagne musicata da Antonio Di Jorio), dare espressione all'atavica piaga dell'emigrazione ed esprimere una partecipe solidarietà alla condizione di sradicamento degli emigrati e degli emigranti, alla loro aspirazione al ritorno in patria.

«Per nessuno dei continenti

attinti dai miei paesani

io ho navigato,

Ma nel loro pensiero abito il mondo»

(da Tra pietà ed ironia ed epigrammi)

Dialettologo, folclorista, romanziere, poeta in dialetto ed in lingua.

Autore di testi e musiche di canzoni abruzzesi; corrispondente epistolare di numerosi ed importanti esponenti della cultura italiana del novecento come Giuseppe De Robertis, Eugenio Montale, Francesco Flora, Sergio Solmi, Ignazio Silone, Bruno Migliorini, Vittorio Clemente, Giorgio Caproni, Italo Calvino, Giovanni Titta Rosa, Laudomia Bonanni, Giuseppe Ravegnani, Giacomo Debenedetti, Vittorio Sereni, Natalia Ginzburg, Mario Sansone, Biagio Marin, Sebastiano Timpanaro, Luciano Anceschi, Gaetano Mariani, Guy Tosi e Carlo Azeglio Ciampi.

tutti pazzi per la Civita

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