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Tiziano Pellicciotti, pittore, nasce il 2 dicembre 1871 a Barisciano, da Carlo e Maria Tomassetti. Muore nel 1950.

Al fonte battesimale, tre giorni dopo la nascita, il padre impone al piccolo i nomi di Tiziano Apelle Michelangelo significando già nei prodromi l’intento di avocare per il figlio una futura carriera artistica.

Il neonato viene battezzato nella Parrocchia di San Flaviano dal parroco di Barisciano don Pietro Rossi avendo come padrino Andrea Falli di Fontecchio per procura fatta ad Alessandro Marchetti e come madrina Giuseppina Betti Galli per procura a Concetta Tomassetti.

L’atto è il n. 84 a pag. 217 dell’anno 1871.

Il padre Carlo che tanta parte avrà nell’assecondare la sua passione per l’arte, è anche egli un valente artista, segnatamente un abile intagliatore del legno.

Ancor oggi è possibile ammirare una sua bella statua della Madonna del Carmine nella omonima chiesa di Barisciano.

Originario di Perano, si è portato in quel di Barisciano per assolvere delle commissioni di lavoro.

Qui, dopo aver conosciuto e sposato la giovane ed agiata Maria Tomassetti, ha stabilito la sua definitiva residenza.

Il piccolo Tiziano (che poi sarà per tutti Tito) trascorre l’infanzia nel paese d’origine ove frequenta la scuola primaria seguito amorevolmente dal padre che intuisce subito la sua naturale inclinazione alle espressioni artistiche, in particolare la spiccata propensione per il disegno.

Ne incoraggia quindi gli intendimenti e, come riferisce G.L. Marini, la “manifestata intenzione di sottoporsi alla disciplina di una preparazione più rigorosa” sicché il giovane Tito chiede di essere iscritto all’Istituto di belle Arti dichiarandosi “… genio singolare e per le belle arti e notatamente per la pittura…” ma sprovvisto “… di beni di fortuna…”.

La domanda di ammissione reca come data di accettazione il 6 aprile 1892.

E’ incoraggiato da Teofilo Patini, all'epoca direttore Scuola di arti e mestieri dell'Aquila.

All'età di 20 anni si trasferisce a Napoli e si iscrive all'Istituto di Belle Arti partenopeo nel 1890 dove ha per maestri Domenico Morelli e Filippo Palizzi.

Dai loro insegnamenti elabora una forte connotazione verista dei primi stilemi valendosi per ciò di una pennellata morbida e corposa ed un'attenzione precipua agli aspetti luministici e cromatici.

Pellicciotti è noto come pittore nell'ambito del realismo sociale, alcuni suoi dipinti suscitarono al tempo enorme interesse ed emozione, e restano tuttora degli autentici capolavori del genere.

tutti pazzi per la Civita

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