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Carlo D’Aloisio, pittore, nasce il 13 aprile 1896 a Vasto da Luigi e da Lucia Jecco e muore a Roma il 21 novembre 1971.

di Paola Pallottino*

Ottenuta la licenza tecnica, con la sola guida del vero, si dedicò all'arte da autodidatta, approfondendo progressivamente una serie di tecniche nelle quali pervenne ad elaborazioni personali, come nella xilografia e nell'acquarello-affresco.

Dopo due incoraggianti esordi espositivi a Castellamare Adriatica (1908 circa) e a Ortona (1910-12) lasciò, sedicenne, la famiglia e si trasferì a Roma; nel 1912 si recò a Napoli per eseguire non meglio precisati lavori di decorazione

In questo periodo esordì come illustratore a L'Attualità, Il Romanzo dei piccoli, periodico interamente xilografato di Beltramelli e Nonni, La Rivista d'oggi e, nel 1916, a Noi e il Mondo e al Corriere dei piccoli: nel 1916 realizzò le copertine di Emporium e raccolse in album dodici xilografie con motivi di guerra.

Dal 1918 il D’Aloisio svolse una intensa attività di illustratore per gli editori Modernissima, Carabba, Mondadori, Trevisini, Maffei, Berlutti; collaborò a Satana Beffa, La Domenica dei fanciulli, La Donna, Pasquino, L'Illustrazione del popolo, Novella, Il Balilla, Ragazzi d'Italia, Cuor d'oro, e pubblicò due cartelle con vedute e tipi della terra d'Abruzzo.

Sue opere furono esposte alla prima Mostra dei decoratori e illustratori del libro a Firenze nel 1922

Da questo amo iniziò la sua regolare partecipazione alle principali rassegne italiane d'arte come la Palizziana a Vasto; prima e seconda Biennale di arti decorative di Monza, 1923 e 1925, dove si fece notare per gli originali arazzi eseguiti su suoi disegni; Amatori e cultori di Roma 1927 e 1928; Arte marinara a Roma, 1928 e 1930; Regionali del Lazio, 1929-42; Arte sacra a Napoli, 1930; Arte sacra a Padova, 1931-32; prima e seconda Quadriennale romana 1931 e 1935; Primavera fiorentina, 1933; Biennali veneziane, 1934 e 1936; Arte italiana a Budapest, 1936; Adriatica d'arte a Zara, 1938; premi Michetti, 1946-59; premi Marzotto, 1954-55; Rassegna d'arte figurativa di Roma e del Lazio, 1958-68.

Carlo D’Aloisio fu "sotto certi aspetti di significati e di forme un anticipatore di quel chiarismo tonale del grande momento degli anni trenta romani".

Presente alle principali rassegne sull'incisione (Los Angeles, 1930 e 1932; Roma, 1931; Bruxelles e Varsavia, 1933; Abbazia, 1936; Berlino, Varsavia e Buenos Aires, 1937; Saloni incisione italiana, 1956 e 1959), ha allestito numerose personali a Livorno, Roma, Milano, Napoli, Torino, Alessandria, Genova, Losanna, New York, Santiago.

Ispettore alle Antichità e Belle Arti del comune di Roma, conservatore al Museo di Roma e direttore della Galleria comunale d'arte moderna a palazzo Braschi dal 1935, il D’Aloisio ha svolto intensa attività di saggista ed e stato nel 1930 il creatore dell'Almanacco degli artisti o Il vero Giotto, che, con il contributo di artisti e letterati come Bragaglia, Prampolini, Marinetti, Casorati, Bontempelli, Bartolini, apparve fino al 1933: 1930, F.lli Palombi, Roma; 1931, F. Campitelli, Foligno; 1932, Edit. la Laziale, Roma; 1933, Ars Nova, Roma, offrendo un vivace spaccato della vita culturale italiana ed estera dell'epoca.

Negli anni Venti sposò la scultrice e scrittrice Elisabetta Mayo, allieva di Gemito, con la quale espose a diverse mostre e collaborò alla rivista Oceania di Curzio Malaparte.

Dopo una lunga attivitĂ , coronata da premi e riconoscimenti, di cui ricordiamo le medaglie d'oro del 1929 a Bologna per i Littoriali, del 1934 a Milano dal Popolo d'Italia per il disegno politico e del 1936 per un concorso del paesaggio a Castellammare di Stabia.

Le sue opere, riprodotte dal 1923 al '35 in una diecina di pubblicazioni del Ratta, sono conservate nelle maggiori gallerie d'Italia, Europa, America e in numerose collezioni private.

tutti pazzi per l Civita

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