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Domenico Tanturri, medico chirurgo, nasce il 25 gennaio 1874 all’Aquila, e muore a Napoli il 24 dicembre 1948

di Arturo Aimone Caruso*

Per chi si trova a Napoli e passa per quei luoghi, colpiti in parte dal risanamento di fine ottocento, ci si imbatte presso una struttura ospedaliera, un tempo complesso monastico annesso alla chiesa di Santa Maria Egiziaca all’Olmo, tra la zona della Maddalena e a quella di Forcella.

Tale struttura fu fatta costruire verso la metà del 1300, nel 1342 per la precisione, dalla regina Sancia, moglie di Roberto d’Angiò.

L’Ospedale prende il nome di “Cardinale Ascalesi”, in onore di quel Cardinale Alessio Ascalesi, (Casalnuovo di Napoli, 22 ottobre 1872 – Napoli, 11 maggio 1952), che molto ha dato alla città di Napoli.

Ma pochi sanno che, nel 1923, in questo nosocomio, che all’epoca aveva il nome di Ospedale a Santa Maria ad Egiziaca, Domenico Tanturri creava una delle prime divisioni di otorinolaringoiatria in Italia, che sarebbe stata diretta in epoca successiva da maestri che rispondono ai nomi di Alfonso D’Avino e Giacomo Ferretti, uomini che avrebbero dato lustro a questa struttura ospedaliera.

L’ambulatorio specialistico, avviato nel 1918, fu trasformato in sezione aggregata alla chirurgia nel 1920, diventando, poi, nel 1923 reparto autonomo.

La famiglia Tanturri, è originaria di Scanno dove era proprietaria di un palazzo di origine medioevale situato al centro della cittadina abruzzese.

Domenico Tanturri è figlio d’arte. Il padre, infatti è stato quel Vincenzo, fondatore della cattedra di dermosifilopatia della Università di Napoli, verso la metà del secolo XIX.

Sua madre è una Properzj.

Domenico, ha avuto tre fratelli: Annibale emigrato in Francia, Nunziato è stato ufficiale di Marina ed, in ultimo Guido, ingegnere idroelettrico, che ha contribuito sia alla canalizzazione del Volturno per l’elettrificazione di Caserta e di Napoli, sia alla costruzione di una avveniristica, per quei tempi, centrale elettrica a Scanno.

Altre notizie ci consentono di stabilire che la famiglia Tanturri a Napoli ha rappresentato un punto di incontro di molti abruzzesi che si trasferirono nella metropoli Campana, permettendo, così uno sviluppo e circolazione di idee.

Troviamo Domenico nel 1898, assistente presso l’Istituto di Laringoiatrja dell’Università degli Studi di Napoli (direttore F. Massei), dove esegue non solo importanti ricerche sul tumori del Massiccio Facciale, ma anche degli approfonditi studi sulle malattie infettive localizzate sulla laringe, quali vaiolo, sifilide e tubercolosi.

Per quest’ultima patologia, nel 1900, riporta, al V congresso nazionale della Società Italiana di Laringologia Otologia e Rinologia (SILOR),  una sorta di reinnovazione nel campo laringologico, introduce l’utilizzo dei modellini in cera, inerenti allo studio della tubercolosi laringea.

In pratica continua la tradizione ceroplastica napoletana ai fini scientifici, iniziata nel XVII secolo dal ceroplasta Siracusano Zumbo.

Inoltre, è uno dei primi in Italia, insieme al suo maestro, ad eseguire l’intubazione laringea, nei casi di croup (condizione clinica caratterizzata da chiusura delle vie aeree nei casi di difterite).

Nel 1913 pubblica un importante articolo sugli aspetti del nistagmo (movimento tonico clonico degli occhi in caso di lesioni labirintiche), nonché si interessa molto agli aspetti igienici degli aviatori. Inoltre, da docente, ha pubblicato diversi libri che ancora oggi, a circa cento anni della loro pubblicazione, sono di una chiarezza esemplare.

Durante l’attività di primario ospedaliero ha continuato ad interessarsi di tubercolosi laringea, tanto è vero che nel 1934, insieme a R.Motta e G. Salvatori, ha presentato una relazione Ufficiale al 30° Congresso della SILOR, dal titolo Del tessuto Linfatico e l’importanza sua nella tbc laringea.

E ancora, per i suoi meriti scientifici ha visitato Giacomo Puccini, qualche mese prima del suo decesso per un tumore laringeo.

Domenico Tanturri, a Napoli illustre sconosciuto, nella città di Scanno è ricordato non solo con strada a lui dedicate ma anche con una targa che è stata messa all’indomani del suo decesso. La lapide così riporta:

 

ALLA SUA TERRA

E DAL SUO SANGUE

ATTINSE

DOMENICO TANTURRI

GENIALITÁ DI CLINICO

E DI SCIENZIATO

DALLA SUA COSCIENZA

FERVORE DI APOSTOLO

DAL SUO TRAVAGLIO

SUBLIMITÁ DI FILANTROPO

Domenico Tanturri è stato un antesignano della moderna otorinolaringoiatria e merita uno studio più approfondito per comprendere non solo il suo pensiero, ma anche studiare uno spaccato dell’evoluzione scientifica e tecnologica del suo tempo.

*www.nuovomonitorenapoletano.it

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