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Arturo Colizzi, musicista, nasce il 7 marzo 1887 a Rocca San Giovanni, dove muore nel 1964.

Ha vissuto esperienze formative simili a quelle di molti suoi conterranei: la formazione musicale a Napoli, l’amore per le tradizioni abruzzesi, l’impegno sul fronte cameristico: canzoni, composizioni per pianoforte o mandolino, musica per banda.

Di questo autore, di cui ancora troppo poco è noto, conosciamo il suo impegno sul fronte della composizione che, per il primo periodo, è strettamente legato alla capitale partenopea.

Infatti risale al 21 luglio 1910 Amor che chiede…Serenata sentimentale su versi di A. Rescigno di cui si conosce una versione per piccola orchestra a plettro (a parte il flauto l’organico comprende 3 mandolini, una mandola, un mandoloncello e un violino).

Ma a quello stesso anno appartengono anche altre composizioni come il Valse Boston Amour passè, o ancora Ammore ‘ncoppo ‘o Vomero.

Canzone napoletana, scritta proprio al Vomero il 23 luglio 1910 su versi di Agostino Di Maio.

Le presenze napoletane di Colizzi sono a quel tempo alternate a quelle abruzzesi tant’è che nell’ottobre del 1910 Colizzi scrive nella sua Rocca San Giovanni una marcia militare per pianoforte.

Ma il soggiorno è evidentemente breve in quanto appena qualche mese più tardi compone un Valzer Boston datandolo «Napoli, 1911».

In quel 1911 sarà ancora Agostino di Maio che gli fornirà i testi per Luntano! Canzone napoletana.

Per quello che ne sappiamo a partire dal 1912 il rapporto con Napoli si allenta. Le composizioni di quell’anno vengono realizzate tutte a Rocca San Giovanni.

Si tratta di Al campo, marcia militare per pianoforte (marzo 1912) e Barcarola su versi di Raffaele Sabelli (aprile 1912).

A ridosso della Grande Guerra (settembre 1914) Colizzi scrive una melodia per canto e pianoforte Armonie notturne ma a partire dagli anni Venti lo troviamo da subito inserito nel grande filone della canzone dialettale abruzzese d’autore.

Al Primo concorso regionale per canzoni abruzzesi del 18 aprile 1922 egli partecipa con Rusinelle che viene pubblicata dalla Tipografia Fanci di Lanciano a cura dell’«Organizzazione Intellettuale D’Abruzzo» e Oilì oilà, su versi di Carlo Mariani per il quale comporrà anche Voga… voghe!...

Nel 1926 si crea un sodalizio con Giulio Sigismondi per il quale Colizzi scriverà sei brani tra i quali Senza Mamma! Canzone abruzzese narrativa per canto e pianoforte, pubblicata dallo stabilimento G. & P. Mignani di Firenze e dedicata a Francesco Paolo Michetti (Maggiolata di Ortona 1926), Chi t’a ditte (Maggiolata di Ortona 1931) e Nu cunsije bbone (Maggiolata di Ortona 1932).

Del 1945 è una composizione in lingua, Vorrei…, romanza per due mandolini e canto presumibilmente su testo dello stesso Colizzi che nel titolo e nella forma si richiama direttamente all’esempio di Francesco Paolo Tosti che tra i tanti meriti ha anche quello di essere stato il primo, nell’ambito del Cenacolo michettiano di Francavilla, ad essersi occupato di canzone dialettale abruzzese.

tutti pazzi per la Civita