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Angelo De VicoAngelo De Vico, scultore, nasce l’8 marzo 1853 a Penne, e muore il 28 maggio 1932.

Figlio del medico Raffaele e di Marianna Colella.

Nel 1870 studiò presso l'Accademia di belle arti di Firenze, frequentò la "Scuola libera del nudo" e gli studi di Giovanni Duprè, Vincenzo Consani ed Augusto Rivalta.

Entrò presto in contatto con l'ambiente dei Macchiaioli e strinse amicizia con Silvestro Lega.

Sposò Emma Bartolini, dalla quale ebbe due figli, Raffaele e Mariannina.

Fu professore di modellazione in creta nel 1887 a Fermo; dal 1888 al 1896 a Penne.

Successivamente si spostò ad Asti fino al 1901, continuando l'esercizio della professione.

Fece ritorno a Penne e fu professore di plastica negli anni 1914 e 1915.

La maggior parte delle sue opere si trova tuttora in Penne; di quelle collocate presso altri luoghi si conosce l'altare di San Donato, (1893) in cotto, nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Castiglione Messer Raimondo;

il busto del suocero, scienziato e patriota Luigi Colella (1904) in Città Sant'Angelo;

la formella in bronzo di Giovan Battista Polacchi, attualmente presso il Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara;

il tondo Quintino Guanciali, in gesso patinato tipo bronzo presso privato a Pescara, e il bozzetto La Liberazione, di ubicazione ignota.

Tale bozzetto, ideato come monumento ai Martiri Pennesi, fu presentato nel 1909, ma non fu accettato.

Tra le opere in Penne sono da menzionare i vari busti in onore di alcuni personaggi storici e religiosi, tra i quali: Luca da Penne (1887), oggi presso l'omonimo liceo scientifico; (con copia in bronzo di dimensioni ridotte del 1864 nella piazza omonima) Garibaldi, sempre nel suddetto liceo; (con copia presso il Comune di Penne) San Rocco, presso la parrocchia di San Panfilo; Mario de' Fiori, presso collezione privata.

La Società Operai di Penne ospita il busto dedicato a Diego Aliprandi e la targa in bronzo a ricordo dei soci caduti durante la Grande Guerra 1915-1918.

Tra le altre opere pennesi, un crocefisso in bronzo, copia da Donatello, nella tomba già di famiglia; sempre nel medesimo cimitero sono presenti i marmi e i bronzi della Cappella Polacchi, eseguiti tra il 1915 e il 1916.

La suddetta cappella è su progetto del figlio Raffaele De Vico.

L'opera Prime prove di equitazione, esposta a Torino nel 1881, fu oggetto di un sonetto di Giosuè Carducci.

tutti pazzi per la Civita

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