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Paolo TarquiniPaolo Tarquini, pittore, nasce il 17 aprile 1918 a Roma da genitori abruzzesi: del padre Sabatino, scultore originario di Prata d’Ansidonia, è stata pubblicata una biografia a cura di Cosimo Savastano presentata alla Fiera Internazionale del libro di Francoforte nel 2002).

Completato il ginnasio e la scuola di avviamento professionale, Paolo venne come folgorato dalle opere del padre dall'impianto decisamente classico e figurativo.

Così, all'età di circa quindici anni, si iscrisse alla Scuola di Arti Ornamentali di via San Giacomo, nell'ex padiglione dell'omonimo ospedale, meglio conosciuto con il nome di "Incurabili".

Richiamato alle armi si ritrovò, all'inizio della seconda Guerra Mondiale, al confine della Francia prima e in Albania poco dopo.

La sua permanenza nell'esercito fu immediatamente caratterizzata dal suo grande talento di disegnatore, cosa questa che gli procurò un posto al Comando dell'8° Corpo d'Armata.

Passato in Grecia, durante l'attacco italiano nell'ottobre del 1940, divenne corrispondente di guerra e molte sue immagini dal fronte vennero pubblicate in Patria da alcuni giornali.

L'8 settembre venne catturato dai tedeschi e adibito, come spalatore, alla manutenzione di un aeroporto nei pressi di Salonicco.

Da questa attività venne comunque sollevato appena i tedeschi scoprirono e ammirarono il suo talento pittorico.

Passò quindi un nuovo periodo ritrattistico che durò fino alla sua fuga dal campo di concentramento in Croazia.

Presentatosi ai partigiani iugoslavi, venne da loro interrogato. Dietro precisa domanda, scelse di combattere al loro fianco.

Dopo aver esibito una cartella di disegni (mai abbandonata!), venne inserito nel reparto propaganda per il quale realizzò alcuni enormi ritratti del Maresciallo Josip Broz Tito, oltre a numerosi striscioni propagandistici.

Finita la guerra, Paolo tornò finalmente a Roma per affrontare le difficoltà del periodo postbellico.

La prima attività di pittore "civile", dopo il ritorno dal fronte, Paolo Tarquini la svolge per alcune case di distribuzione cinematografica realizzando innumerevoli affissi e locandine dei film in uscita.

Fra questi la serie quasi completa dei film su Tarzan interpretati dagli attori americani Johnny Weismuller e Buster Crabbe, realizzati a pastello su carta colorata.

Tale attività, in collaborazione con il fratello Glauco, dura fino al 1964.

Nel 1965 lavora come aiuto scenografo per la produzione del film "Il tormento e l'estasi" del regista Carol Reed, presso gli stabilimenti cinematografici De Laurentiis dove realizza un pannello pittorico di grandi dimensioni riproducente figure della Cappella Sistina.

Sempre nel ruolo di aiuto scenografo, realizza fondali e figure per numerosi film di produzione italiana ed estera, sia al Centro Sperimentale di Cinematografia, sia presso studi scenografici di Cinecittà.

Contemporaneamente a tale attività, diciamo nei ritagli di tempo, realizza ritratti e nudi artistici.

Nel 1973 ha realizzato un quadro di grandi dimensioni riproducente un dipinto di Franz Von Stuck, per il film Frankenstein girato a Cinecittà con la regia di Andy Warhol.

In tempi recenti, con il fratello Luigi titolare di una galleria d'arte, Paolo Tarquini ha collaborato alla produzione di opere a olio e tempere murali che vengono realizzate su commissione o vendute nella galleria d'arte.

Paolo Tarquini si definisce "Pittore non Pittore" ed ha per motto una frase presa a prestito da un articolo della Stampa di Marco Vallora:

...AFFETTO DA QUESTO MORBO INCONTENIBILE

DEL VIRTUOSISMO PITTORICO...

tutti pazzi per la Civita

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