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Raffaele De Vico, architetto, nasce il 18 aprile 1881 a Penne, dallo scultore Angelo e da Emma Bartolini, e muore il 15 agosto 1969.

Nel 1901 consegue il diploma professionale di perito agrimensore presso l'Istituto Tecnico agrario di Chieti.

Non si hanno notizie sulla sua infanzia e sulla sua vita privata, molto è rimasto circa la sua professione.

Raffaele fu un importante architetto che per oltre quarant’anni, dal 1922 al 1962, sviluppò e curò direttamente l’esecuzione di molte opere pubbliche romane relative soprattutto ai parchi e ai giardini della capitale.

Vissuto in pieno negli anni del fascismo, Raffaele ne trasse l’amore per la realizzazione delle zone verdi.

Funzionario dell’Amministrazione comunale romana venne considerato inizialmente come architetto-giardiniere e poi definito, dai suoi contemporanei, un architetto interessato al vivo senso plastico del rapporto tra manufatto edilizio e ambiente d’inserimento.

Furono anni controversi in cui la cultura romana visse l’emozionante ripresa dell'amore per l’antichità; nella capitale si cercarono soluzioni igenico-sanitarie e logistiche, soluzioni finalizzate a proseguire le tradizioni della Roma dei Cesari e quella dei papi rinascimentali.

Attento all’ambiente e ai luoghi in cui operò, il De Vico godette di indipendenza decisionale e di grande libertà culturale.

I suoi progetti sono definiti mediante l’accettazione delle caratteristiche geomorfologiche dei siti: Villa Alfano, il parco di Monte Mario, la pineta di Castelfusano, o le fontane ideate prevalentemente in forma naturale di cascata.

Riprese l’arte dei giardini tardo rinascimentali e del barocco francese, facendo chiari riferimenti naturalistici alla realtà autoctona propria della zona romana.

L’opera del De Vico è stata lunga e articolata e ne ricordiamo i suoi lavori principali, in parte realizzati e in parte progettati.

Il De Vico non prese mai parte come rappresentante del servizio giardini o come semplice professionista a commissioni e riunioni urbanistiche, né fu mai invitato a partecipare a discussioni che affrontassero i problemi della città.

Fra le opere principali:

• Il parco della Rimembranza a Villa Glori, 1923-1924

• Il serbatoio a Villa Borghese, 1922-1925

• Il parco della Vittoria a Monte Mario, 1925

• Il giardino di Colle Oppio, 1928

• Il parco degli Scipioni, 1929

• Il parco Virgiliano in via Nemorense, 1930

• Sistemazione dei giardini degli scavi di Ostia antica, 1930

• Il parco Savello all’Aventino (noto come Giardino degli Aranci), 1932

• Giardino zoologico, 1939

• Il parco della Resistenza, 1933-1934

tutti pazzi per la Civita

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