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Felice Barnabei, archeologo, politico, nasce il 13 gennaio 1842 a Castelli, e muore a Roma il 29 ottobre 1922.

Frequentò le scuole di base a Montorio al Vomano e Teramo, dove studiò anche disegno con Pasquale Della Monica; proseguì quindi la sua formazione all'Accademia di Belle Arti di Firenze e alla Scuola Normale di Pisa dove si laureò in lettere nel 1865.

Per un decennio, fino al 1875, insegnò greco e latino presso il Convitto Nazionale di Napoli mentre proseguiva i suoi studi di interesse archeologico.

La sua notoriet√† come studioso di storia antica fu molto precoce e la qualit√† della sua produzione scientifica gli attir√≤ l'attenzione e l'apprezzamento degli specialisti del settore. Poco pi√Ļ che trentenne, nel 1879, fu inserito da Angelo De Gubernatis nel suo Dizionario degli scrittori contemporanei.

Il passaggio all'Amministrazione dello stato avvenne nel 1875 quando fu assunto presso la Direzione generale dei musei e degli scavi, a Roma.

Va ricordato l'apporto alla fondazione del periodico Notizie degli Scavi di antichità, la cui pubblicazione fu affidata all'Accademia dei Lincei e che vide proprio Barnabei come Redattore responsabile.

Dal 1895 al 1900 fu direttore generale per le Antichità e belle arti.

Alla morte di Settimio Costantini, deputato di Teramo, un folto comitato di artisti e intellettuali locali lo incoraggiò a candidarsi.

Nel 1900 fu così eletto per la prima volta come rappresentante al Parlamento per la circoscrizione di Teramo.

Sarà successivamente, per altre quattro legislature, deputato del Collegio di Atri e Consigliere di Stato.

L'attività svolta per dare al paese solide strutture culturali di base si esplicò in varie direzioni: a Castelli, suo paese d'origine, inaugurò nel 1906 la scuola d'arte ceramica ancora oggi esistente; si impegnò anche per la fondazione del Museo internazionale delle ceramiche di Faenza (1912); fu membro dell'Istituto storico italiano come delegato abruzzese (1914), socio dell'Accademia dei Lincei; fondatore del Museo nazionale romano alle Terme di Diocleziano e del Museo di Villa Giulia.

La figura di Felice Barnabei e la sua attività di studioso e di difensore del patrimonio archeologico nazionale trovarono una speciale consacrazione nel dipinto di Nino Carnevali che nel 1902 immortalò, in un quadro dalle grandi dimensioni, una delle visite effettuate da Barnabei, con Guido Baccelli e Giacomo Boni, agli scavi del Foro Romano.

tutti pazzi per la Civita

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