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Vincenzo “Vincent” Zazzara, emigrante, nasce il 18 dicembre 1920 a Pescina, e muore assassinato il 27 marzo 1985.

di Geremia Mancini*

L’abruzzese Vincenzo “Vincent” Zazzara, figlio di emigranti, nel 1985 fu vittima, insieme a sua moglie, del feroce serial killer Ricardo “Richard” Ramirez.

La figlia Grace, nel 1989, disse: “Niente li riporterà in vita. Ma è importante onorare la loro memoria.”. E oggi, noi, questo facciamo.

Vincenzo era nato a Pescina il 18 dicembre del 1920, da Franco “Frank” e Teresa Cipriani.

Oltre a lui, nella famiglia Zazzara, ci furono altri 3 figli: Concetta, Italo e Ugo.

Di certo la famiglia Zazzara emigrò, in maniera massiccia, per gli Stati Uniti.

E nel 1934 Vincenzo e tutti i suoi cari giunsero in America sulla nave “Saturnia”.  All’arrivo ad “Ellis Island” l’età dei fratelli, di Vincenzo, fu così registrata: Concetta anni 13, Ugo anni 9, Italo anni 5.

In quel momento Vincenzo, di certo, non avrebbe mai immaginato che il suo “sogno americano” sarebbe finito in tragedia.

Ma, purtroppo, così sarà.

Vincenzo, era il primo figlio, si adoperò sin da ragazzo per dare una mano alla famiglia.

E seppe, seppur con grande sacrificio, coniugare lo studio al lavoro.

Vestì, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la divisa da sergente dell’Esercito degli Stati Uniti.

Tornato dalla guerra continuò gli studi.

Avrà, tra le altre cose, un importante ruolo come Certified Pubblic Accountant (CPA) a Los Angeles in California.

Successivamente, raggiunta la pensione, divenne proprietario di due pizzerie.

Si sposò, una prima volta, intorno al 1947.

Successivamente sposò il procuratore legale Maxine Levenia.

Ed era con lei, la sera del 27 marzo 1985, quando fece irruzione nella loro abitazione, Richard Ramirez**, uno dei più feroci serial killer americani.

Vincenzo “Vincent” Zazzara, tentò una disperata reazione, ma venne ammazzato con un colpo di pistola alla tempia.

Maxine venne percossa, violentata e uccisa a coltellate.

Ramirez poi svaligiò la casa e sul cadavere della donna praticò diverse terrificanti mutilazioni.

Finì così, tragicamente, la storia di quel bambino arrivato, ad “Ellis Island”, con una valigia di cartone piena di sogni.

Nel febbraio del 1989, in una delle fasi dell’interminabile processo contro Ramirez che lo vedrà condannato a morte, la figlia Grace ebbe a dire: “Niente li riporterà in vita. Ma è importante onorare la loro memoria.”

Speriamo, in questo, di aver dato oggi il nostro piccolo contributo.

**Ricardo “Richard” Ramirez (detto “Night Stalker”) nacque, il 29 febbraio 1960, a El Paso in Texas.

Può ritenersi, certamente, tra i più, tristemente, famosi serial killer mai conosciuti.

Sia per la feroce violenza e sia per la malvagità dei suoi crimini.

Uccise almeno 14 persone e ne ferì e violentò numerosissime altre.

Condannato a morte riuscì, sempre, ad evitare l'esecuzione.

Morì per malattia, nel 2013, nel carcere di San Quintino.

Ebbe numerose fan che gli scrivevano appassionate lettere d'amore in carcere.

Finì per sposarne una, la giornalista Doreen Lioy, il 3 ottobre 1996 nel carcere di San Quintino.

*Presidente onorario "Ambasciatori della fame"

tutti pazzi per la Civita

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