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Vincenzo AlbericiVincenzo “Vincent” Alberici: grande scultore e architetto.

Realizzò il suo “sogno americano” a Kansas City, nel Missouri.

di Geremia Mancini*

Vincenzo “Vincent” Alberici, scultore, architetto, nasce il 22 giugno 1895 a Tocco da Casauria, da Giovanni (“scalpellino”) e Carolina Colomba Di Bartolomeo (“donna di casa”).

Sin da piccolo, seguendo le orme del padre abilissimo scalpellino, mostrò una straordinaria capacità nella lavorazione del marmo o di qualsiasi altro materiale.

Servì l’Esercito Italiano, durante la Prima Guerra Mondiale, nel “Genio Pontieri” e si guadagnò una croce al valore.

Ma l’Abruzzo non gli offriva le possibilità di coronare i suoi sogni.

Si sentiva un artista e voleva dimostrarlo.

Nel 1920, con qualche scetticismo da parte di parenti e paesani, decise di rincorrere il “sogno americano”.

Arrivò ad “Ellis Island” navigando, tra altri 1.300 passeggeri, nella terza classe del “Madonna”.

In America accettò di fare diversi e pesanti lavori.

Ma, in testa, sempre la convinzione di riuscire a diventare uno scultore di successo.

Iniziò a realizzare piccoli lavori per chiese e istituti vari.

Piacquero e questo lo portò a più qualificate realizzazioni.

Studiò con impegno architettura.

In questo periodo sposò Rose dalla quale avrebbe poi avuto la figlia Caroline, laureatasi in legge.

Si stabilì definitivamente a Kansas City nel Missouri.

Realizzò tantissimi lavori e alcuni rimangono di assoluto prestigio e valore: le due figure a guardia del “Kansas City's Liberty Memorial”; i fregi degli imponenti “Palazzi di Giustizia” di Kansas City e Providence nel Missouri, la realizzazione dell’immenso “Palazzo Postale” a Kansas City, il “Jackson County Highway” di Independence e il “Calvary Lutheran Church”. Nel 1957 ricevette un importante riconoscimento “alla carriera” dall’American Institute of Architects”.

Insegnò, formandoli, a centinaia di aspiranti scultori ed architetti.

“Vincent” e la sua amata “Rose” morirono, nella stessa giornata, nel settembre del 1987.

*Presidente onorario “Ambasciatori della fame”

tutti pazzi per la Civita

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