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Francesco d'Angeluccio di Bazzano (Bazzano, ... – ...) scrittore, mercante, esponente minore della tradizione dei cronisti aquilani.

Francesco d'Angeluccio si era già prodotto, nel 1436, nella trascrizione della Cronaca di Buccio da Ranallo, il precursore del genere delle cronache aquilane.

Di suo ci ha lasciato la Cronaca delle cose dell'Aquila dall'anno 1436 al 1485, in lingua volgare, nata con l'intento di compilare un repertorio di eventi notevoli, annotati per ciascun anno.

L'autore è un mercante, che fu parte attiva della vita amministrativa della città, nella quale ricoprì incarichi pubblici come quello di sindaco/console dell'Arte della Lana o come quello in organi del comune, testimoniato da un intervento del 5 novembre 1467.

La sua cronaca è di modesto valore letterario e incerta capacità narrativa, ma la materia di cui si occupa è tratta dalla piccola quotidianità e lascia emergere una cronaca dettagliata, che offre un interessante spaccato delle relazioni e delle tensioni sociali della città, fino negli eventi più tesi, come la nevicata del 1465, o quelli più drammatici e tragici, come i terremoti dell'Aquila del 1461-1462 e l'imperversare della peste nel 1478.

tutti pazzi per la Civita

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